Quello che non sai - Come far funzionare la relazione
 

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DOPO IL COLPO DI FULMINE: LE REGOLE PER FAR FUNZIONARE LA RELAZIONE

“PRIMA O POI SI LITIGA. L’IMPORTANTE E’ NON ESSERE DISTRUTTIVI, MA RIPARARE I DANNI…”

All’inizio, l’amore è davvero cieco. Nel cervello di un innamorato, quando pensa alla persona amata, si riduce l’attività delle aree usate per formulare i giudizi critici.
Ma se nei primi periodi si sorvola sui difetti del partner, fare poi funzionare la coppia, superando le incomprensioni, può essere difficile. Da anni si studiano i meccanismi che portano le coppie a separarsi o a stare assieme: dalle ricerche è emerso che uno dei punti chiave è il modo in cui si affrontano le liti, ovvero, se si superano i conflitti positivamente o si resta intrappolati in una spirale di critiche.

I comportamenti da evitare, indici del rischio separazione?
Le critiche al partner, al suo carattere, e il disprezzo (con sarcasmo, frasi sprezzanti o insulti).
Ma anche il mettersi subito sulla difensiva, dichiarandosi innocente ed evitando ogni responsabilità sui problemi. O diventare un muro di gomma, non mostrandosi interessati alle richieste dell’altro.
Al contrario, nei litigi, funzionano le offerte di pace: scusarsi, fare un sorriso e fare una battuta.
Con questi tentativi si allenta la tensione.
Tutte le coppie litigano, ma a fare la differenza è la capacità di riparare i danni.

Occhio anche a come si inizia una lite: spesso a cominciare sono le donne, con critiche generiche (“possibile che tu non mi aiuti mai?).
Meglio un approccio più soft e un rimprovero specifico (“ieri non mi hai aiutata a…”).

E per chiudere il litigio?
Non bisogna sforzarsi a tutti i costi di fare pace prima di addormentarsi perché trovare una soluzione quando si è agitati è difficile: meglio tornare sul problema al mattino.
L’obiettivo è capire le richieste dell’altro e arrivare ad un compromesso.
Anche perché, nelle unioni felici i partner si comportano come amici: hanno per l’altro affetto, rispetto ed empatia. E in mente hanno una “mappa” con più informazioni possibili sul partner: desideri, paure, emozioni. Sono cioè interessati all’altro anche dopo anni.
Non stupisce che, nella qualità della relazione, incida l’altruismo, la capacità di preoccuparsi degli altri e quindi del partner.
Da una ricerca è emerso come le persone che ai test risultano più altruiste, siano più inclini a valutare il proprio matrimonio come “molto felice”.
E, secondo uno studio, il fattore più importante per la “felicità matrimoniale”, è il coinvolgimento emotivo più che la divisione dei compiti.
Cerchiamo quindi di superare “assieme” i periodi critici della nostra unione, che sono generalmente due: i primi anni, durante i quali si va alla rottura dopo un’escalation di conflitti e liti, e la mezza età, nel qual caso i problemi da affrontare sono la freddezza reciproca e il peso della routine.


Benvenuti nel portale dell'amore e della seduzione oggi è il 24-07-2008
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