E’
una danza in acqua, libera e creativa, che scioglie
contratture e tensioni e aiuta a superare lo
stress quotidiano.
L’
abbraccio avvolgente e rilassante dell'acqua
calda, la musica che risveglia e stimola le
emozioni più profonde, la danza che aiuta
a riportarle a galla, a esprimerle e a condividerle:
un incontro di Sincroterapia è un'occasione
per ascoltare i messaggi del corpo, per lasciarsi
andare, superare ansie e stress.
Il nome di questa tecnica psicocorporea richiama
il nuoto sincronizzato (che è una danza
in acqua) e, allo stesso tempo, rivela anche
le sue origini olistiche: considera infatti
la persona nella sua inscindibile unità
di corpo e sfera emotiva. Solo sincronizzando
questi due "poli" si può raggiungere
il benessere psicofisico.
In realtà la disciplina a cui si ispira
di più è la danzaterapia, realizzata
però nell'acqua calda di una piscina
termale o, con la bella stagione, anche al mare.
L’acqua
L'abbraccio dell'acqua calda (37°C) ha il
potere quasi immediato di rilassare.
Dal punto di vista fisico, l'acqua calda scioglie
le tensioni e le contratture muscolari, spesso
dolorose e persistenti; inoltre, grazie all'assenza
di gravità, sostiene il corpo, facilita
i movimenti e migliora la scioltezza articolare,
senza il rischio di traumi.
Anche i benefici psicologici sono molteplici.
L'acqua, infatti, conduce ben presto nella dimensione
del gioco, annullando i riferimenti spazio-temporali
e aiutando a dimenticare le ansie e i problemi.
La musica
La funzione della musica, che fa da sottofondo
agli incontri di Sincroterapia, non è
solo quella di accompagnare i movimenti: anch'essa,
infatti, svolge un'azione curativa.
I brani proposti risvegliano le emozioni più
profonde e hanno un effetto liberatorio: richiamano
ricordi e rilassano.
La musica viene scelta anche in funzione del
tipo di lavoro da eseguire: così, ad
esempio, brani più lenti e melodiosi
accompagnano i momenti di maggiore relax, mentre
quelli con un ritmo più vivace o addirittura
scatenato (come la tarantella) sono rigeneranti.
La danza
Anche attraverso il movimento è possibile
far affiorare le proprie ansie e liberarsene.
La danza è l'attività più
adatta per questo tipo di percorso.
Negli incontri, i partecipanti sono invitati
a fluttuare nell'acqua e a creare figure diverse,
con gesti più armoniosi e lenti o più
veloci e vibranti.
In alcune fasi viene chiesto di seguire solo
il ritmo del proprio cuore e del respiro; in
altre, invece, si è chiamati a tradurre
in gesti e coreografie concetti astratti proposti
dall'insegnante.
L'esecuzione degli esercizi nell'acqua aiuta
anche a migliorare la rapidità, la precisione
dei gesti, la coordinazione.
Come
si svolge un incontro
Gli incontri di Sincroterapia si svolgono in
piscina e durano circa un'ora. I partecipanti
non devono saper nuotare, perché sono
immersi solo fino al petto; inoltre gli esercizi
più complessi vengono eseguiti con l'aiuto
di supporti galleggianti (cuscini e speciali
tubi).
Si lavora a piedi nudi, indossando solo il costume
da bagno (vanno bene quelli sportivi, da nuoto
o da acquagym). Quanto alla cuffia, quando è
possibile, gli insegnanti suggeriscono di non
usarla, per evitare qualsiasi costrizione.
In un incontro, gli esercizi e i movimenti danzati
che si eseguono sono innumerevoli e variamente
combinati: alcuni sono mutuati dalla danza o
dalle figure del nuoto sincronizzato, altri
sono sequenze di gesti "liberi", in
cui ognuno esprime la propria creatività.
Si alternano momenti in cui si lavora individualmente,
fasi di coreografia collettiva (in cui ciascuno
agisce in sincronia con gli altri) ed esercizi
eseguiti a coppie, o in gruppetti.
Si comincia con un rituale che serve a prendere
contatto con l'acqua in modo dolce e piacevole:
la doccia, l'entrata molto lenta e graduata
in piscina, l'attenzione concentrata sulle proprie
sensazioni e lo sforzo di assecondare i propri
ritmi, servono ad affrontare in modo piacevole
il lavoro successivo e aiutano anche chi ha
paura dell'acqua ad acquisire confidenza.
C'è poi il momento della "nascita",
in cui ogni partecipante scivola nell'acqua,
accompagnato dalle mani dei compagni, che per
esempio si dispongono su due file ai suoi lati.
A questo segue "l'affido", una fase
in cui ci si abbandona al sostegno dell'acqua
con l'ausilio di varie tecniche di rilassamento:
ad esempio, le persone si dispongono in cerchio
e il terapeuta chiede loro di assumere a poco
a poco la posizione di galleggiamento "sdraiata",
creando un disegno che raffigura una stella
marina.
L'incontro prosegue con la fase della "spugna",
in cui si effettuano esercizi di respirazione
("aprendo" il corpo e "richiudendolo"
ogni volta), e con quella del "battesimo",
in cui i partecipanti comunicano agli altri
i loro nomi e fanno conoscenza.
Quando
è utile?
La Sincroterapia è adatta a tutti, indipendentemente
dal sesso e dall'età. Aiuta a prevenire
e curare il mal di schiena, mobilizza in modo
dolce tutte le articolazioni, rilassa profondamente.
Dal punto di vista psicologico, libera la mente,
aiuta a superare lo stress, fa ritrovare serenità.
Per questo viene spesso consigliata anche per
risolvere disturbi del sonno, momenti d'ansia,
disturbi di origine psicosomatica.
E’ previsto anche un lavoro di coppia,
in cui gli esercizi sviluppano il senso del
tatto e creano un clima di fiducia nell'altro:
ballare in acqua e lasciarsi andare fra le braccia
del compagno, afferrarsi senza farsi male, usare
le "prese" della danza, abitua a capirsi
e contribuisce a migliorare il rapporto.
Stimola i sensi
e libera la mente
1)
Il primo esercizio di danza è quello
delle "mangrovie": con i piedi saldamente
appoggiati sul fondo della vasca, infatti, si
fanno fluttuare la parte alta del corpo e le
braccia, seguendo le precise indicazioni dell'insegnante.
Questo esercizio fa parte di una fase più
ampia di riscaldamento e mobilizzazione, in
cui si è invitati a muovere variamente
le gambe o le braccia.
2)
Nella fase centrale dell'incontro si eseguono
numerosi esercizi, con continui cambi di ritmo
che trasportano "dalla bonaccia allo tsunami"
e viceversa: ognuno, cioè, è chiamato
a disegnare figure precise, ora con ritmo lento
e dolce, ora agitando l'acqua intorno a sé
in modo sempre più frenetico. In questa
fase si danza da soli, oppure in coppia o in
gruppo: ad esempio ogni coppia ruota su se stessa
e sincronizza il proprio movimento con quello
di tutte le altre coppie presenti nella vasca;
oppure, tutti insieme, si mette in scena il
"serpente primordiale", disponendosi
in fila indiana in una sorta di "trenino"
e creando vortici, spirali, turbolenze.
3)
La parte finale dell'incontro è quella
del "distacco", in cui ci si riaccompagna
vicendevolmente fuori dall'acqua, prestando
attenzione a rendere il passaggio del ritorno
a terra non traumatico: per esempio, se si lavora
in coppia, uno sta con gli occhi chiusi e si
lascia guidare dall'altro; oppure, tutti in
gruppo, si esce dalla piscina spruzzandosi e
sbattendo i piedi.