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ALL'INIZIO SIAMO TUTTE FEMMINE
POI NASCERA' MASCHIO O FEMMINA?
"Quando, come e perchè si determina il sesso"
Per
sapere il sesso di un neonato basta guardare i suoi genitali.
Infatti è proprio così che, per legge, viene
stabilito il sesso di un individuo.
Eppure essere maschi o femmine non dipende solo dall'aspetto
dei genitali esterni.
La differenziazione dipende, infatti, da didersi fattori,
che devono tutti "essere in accordo" per potere
decretare con sicurezza il sesso di una persona.
Si tratta di fattori che agiscono a livello biologico
in 4 fasi:
- la determinazione genetica del sesso
- la differenziazione delle gonadi (cioè testicoli
o ovaie)
- la differenziazione dei genitali interni ed esterni
- la differenziazione del cervello
Oltre
ai fattori biologici, non sono da trascurare gli aspetti
relativi al contesto familiare, sociale e ambientale in
cui il neonato cresce.
Nel complesso, questi portano alla formazione "dell'identità
di genere", l'insieme di percezioni, sensazioni e
convincimenti per cui l'individuo si sente maschio o femmina
e che non sempre coincide con il sesso biologico.
Il primo elemento a determinare il sesso biologico di
un individuo è il suo corredo cromosomico, che
viene stabilito al momento del concepimento, dalla fusione
tra la cellula uovo materna e lo spermatozoo paterno.
Per i primi 40 giorni di vita, l'embione è neutro:le
gonadi sono indifferenziate e sono presenti sia l'abbozzo
dell'apparato genitale femminile, sia l'abbozzo dell'apparato
genitale maschile. Solo a partire dalla sesta settimana
di gravidanza comincia il differenziamento, guidato dalla
presenza o meno del cromosoma Y sul quale è presente
un gene, chiamato SRY, che indirizza lo sviluppo in senso
maschile.
All'inizio quindi, siamo tutte femmine!
Perchè il treno cambi binario e l'embrione diventi
maschio, occorre la presenza del cromosoma Y e del genere
SRY.
Fino alle sette settimane di gestazione, i genitali esterni
maschili e femminili sono indistinguibili.
Poi, nei maschi i genitali esterni si completano intorno
alla dodicesima settimana.
Nelle femmine invece, nel quinto o sesto mese.
Oltre che nello sviluppo delle gonadi e dei genitali esterni,
gli ormoni giocano un ruolo fondamentale anche in quello
dei caratteri sessuali secondari, durante la pubertà.
Si tratta in pratica di tutti quegli elementi che permettono
di distinguere i maschi dalle femmine, e che in genere
costituiscono fonte di attrazione tra individui di sesso
diverso.
Nelle femmine promuovono lo sviluppo del seno, l'allargamento
delle pelvi e l'aumento della distribuzione del grasso
a livello di anche, glutei e seno.
Nei maschi, invece, sono responsabili dell'aumento della
massa muscolare e dell'ispessimento delle corde vocali
(causa della cosidetta voce cavernosa) e delle ossa.
E SE
QUALCOSA NON VA?
I vari passaggi del differenziamento sessuale sono l'uno
conseguente all'altro, ma restano indipendenti tra loro:
una qualunque anomalia può interrompere questi
eventi, e un differenziamento cominciato in senso maschile
può portare a un individuo con caratteristiche
femminili o viceversa.
In questi casi, i genitali esterni possono apparire ambigui
o essere discordanti con il sesso dei genitali interni.
E' quanto succede, per esempio, nelle forme di sindrome
adreno-genitale, la più diffusa tra le cause di
ambiguità genitale.
Nei casi più estremi, la mascolinizzazione indotta
dal testosterone può portare allo sviluppo dei
genitali esterni di tipo maschile, pur in presenza di
genitali interni che sono di tipo femminile.
Invece, in assenza di una proteina responsabile della
sintesi di un derivato del testosterone, la mascolinizzazione
è incompleta, con formazione di un pene piccolo
e fusione parziale dei rigonfiamenti labioscrotali che
possono apparire come grandi labbra. Un neonato con queste
caratteristiche può facilmente essere scambiato
per una neonata e l'errore può rimanere fino alla
pubertà.
Si tratta di condizioni che incidono pesantemente sulla
vita delle persone colpite, che sono costrette a rimettere
in discussione tutta la propria identità durante
l'adolescenza o l'età adulta.
In alcuni casi è possibile intervenire chirurgicamente,
ma non si tratta mai di una scelta semplice e, qualunque
atto chirurgico correttivo dei genitali, andrebbe rimandato
fino a un'età in cui lo stesso paziente sia in
grado di operare una scelta cosciente.
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