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L'ARTE
DI CONDIRE |
La ragione principale per cui si tende a mescolare gli
alimenti tra loro è quella di ottenere un sapore
più piacevole, pieno. Un alimento ben coltivato,
maturo, fresco e magari crudo ha però un sapore
e un profumo tali da non richiedere alcuna aggiunta particolare.
Un alimento che invece già in partenza non è
molto sapido e magari è stato bollito a lungo,
o bistrattato per conservarlo o cucinarlo, avrà
ben poco da offrire al nostro palato.
No ai “sapori finti”
Nella ricerca dei sapori siamo così arrivati a
una miriade di additivi alimentari, chiamati esaltatori
di sapidità, e di aromi che in etichetta sono dichiarati
naturali, ma solo perché la legge ha ammesso, in
alcuni casi, questa definizione anche per sostanze artificiali
(purché sapori del genere esistano anche in natura...)
E siamo arrivati a miscele sempre più complesse
delle più varie sostanze, allo scopo di solleticare
il nostro palato.
Con questo non vogliamo proporre di mangiare insipido.
Anzi, dato che il profumo e il sapore sono tanto importanti
per una buona digestione e anche per procurare quel senso
di soddisfazione che impedisce di stramangiare per noia,
è importante conferire ai piatti sapori netti,
puliti e possibilmente vari.
No alla monotonia
Nonostante la grande quantità di additivi usati
oggi, i sapori sono quasi sempre gli stessi: sale, zucchero,
aceto, pepe, monoglutammato di sodio sono presenti quasi
ovunque.
La scelta oculata, il dosaggio giusto e l'eventuale miscela
sapiente con altri sapori darà a ogni condimento
la sua vera funzione: rendere salubre e gratificante qualsiasi
alimento di base, dalla pasta al riso, dall'insalata a
una semplice patata lessata.
Attenzione agli additivi
- La sigla E, seguita da un numero a 3 cifre indica il
tipo (o i tipi) di additivo usato; E sta per Europa.
- Potete tranquillamente rinunciare a tutti gli additivi
in cui la prima cifra è 1, cioè da 100 a
199: si tratta di sostanze coloranti; non tutte sono considerate
dannose, ma non sono certamente utili se non a... ingannare
l'occhio.
- A volte, gli antiossidanti sono preziosi perché
impediscono che l'alimento si deteriori. Nulla da eccepire
per E 300-304 (si tratta di acido ascorbico, nome chimico
della vitamina C, e di ascorbati) e per E 306 e 309 (tocoferolo,
la vitamina E).
- Attenzione invece a E 320 e 321 (BHA e BHT): sono fra
gli additivi più spesso accusati di scatenare fenomeni
di intolleranza.
- Tra gli emulsionanti possiamo trovare, dichiarata come
E 322, la lecitina, la quale è spesso addirittura
usata come integratore alimentare.
- Tra i gelificanti, potete trovare sostanze alimentari
come le alghe o loro derivati, oppure le pectine; le sigle
sono E 400, 404, 406, 407, 410, 412, 415 e 440.
I condimenti
Di seguito elenchiamo i vari tipi di condimenti: dall'aceto
ai dolci e a quelli grassi, dal sale alle diverse spezie
e alle verdure.
L'aceto e altri gli acidificanti
Ricordate che la presenza dell'aceto non si sposa bene
con verdure già piuttosto acide come il pomodoro,
né è ben tollerata in combinazione con piatti
a base di carboidrati. Pertanto, usatelo solo quando abbinate
l'insalata a un piatto prevalentemente proteico. Provate
a sostituire l'aceto di vino con quello di mele. Oltre
al sapore più blando, otterrete anche alcuni effetti
benefici.
Il succo di limone può egregiamente sostituire
l'aceto di mele come condimento. Magari alternateli, ricordando
sempre la regola della corretta combinazione, cioè
non in presenza di alimenti prevalentemente a base di
carboidrati. Usate sempre succo di limone fresco: se non
terminate il limone tagliato, proteggetelo bene dall'aria
con una pellicola aderente e conservatelo in frigorifero.
Per ottenere un lieve gusto acidulo potete anche usare
un cucchiaio di yogurt nella salsa per l'insalata. L'aceto
è un ottimo veicolo per altri sapori. Provate a
immergere, nella boccetta dell'aceto di mele, un rametto
di melissa, dragoncello o un'altra erba aromatica, per
alcuni giorni: il risultato è una vera raffinatezza!
I sapori dolci
Chi ama particolarmente i sapori dolci si sentirà
maggiormente frustrato, alla prospettiva di una dieta.
Senza dilungarci sugli effetti dei vari dolciumi sulla
linea e sulla salute, possiamo anticipare una cosa: inserendo
nell'alimentazione, magari gradualmente, una quantità
maggiore di cibi freschi e integrali, preparati nel modo
più adatto, l'appetito smodato e il bisogno di
dolci cominceranno ad attenuarsi automaticamente, senza
alcuno sforzo. Nel frattempo potete aiutare il vostro
organismo a depurarsi, mangiando abbondanti quantità
di frutta ben matura, quindi dolce per propria natura.
(anche l'arancia e persino il limone sono dolci, se maturati
sulla pianta! Cercate agrumi non inaciditi e colti più
maturi.)
Quando avete una grande voglia di biscotti o di una torta,
cercate magari qualche cosa di meno raffinato, in un negozio
di alimenti naturali, oppure preparate in casa.
Se avete delle voglie ricorrenti, è meglio non
arrivare a uno stato di desiderio tale da svuotare il
frigorifero di notte o abbandonare le regole alimentari
appena imparate. Piuttosto, concedetevi un"orgia”:
comprate la vostra torta preferita, preparate bene la
tavola, prendetevi tutto il tempo necessario, e mangiate
a sazietà. Mangiate lentamente, senza distrazioni,
e fermatevi quando vi sentite sazi e soddisfatti (è
importante quindi che il pasto non sia conseguenza di
emozioni negative) Possibilmente regalate o gettate via
subito eventuali avanzi, per non avere la tentazione di
finirli più tardi. Non affrontate un altro pasto
finché non avvertite davvero la fame. E, soprattutto,
non sentitevi colpevoli per la trasgressione: gestita
in questo modo sarà meno dannosa per la vostra
linea e potrete considerarla come una semplice tappa per
il vostro futuro benessere. E’ importante che diate
a voi stessi la rassicurazione psicologica che tra una
settimana potrete, se proprio lo desiderate, ripetere
l'esperienza, ma potrete anche, in piena libertà,
rimandarla a un momento più lontano nel futuro.
La certezza di poter avere ancora vi proteggerà
dalle abbuffate.
Per le preparazioni casalinghe, cercate di eliminare lo
zucchero bianco. Come fase intermedia potete ricorrere
allo zucchero di canna integrale. Successivamente servitevi
di vari tipi di miele. Ogni miele monofiore ha delle caratteristiche
di sapore e di consistenza uniche, che riuscirete ad apprezzare
sempre più con il tempo e a usare nelle vostre
preparazioni culinarie. Sceglietelo però vergine
integrale, e conservatelo ben chiuso in un luogo fresco
e buio.
Occasionalmente potete anche ricorrere allo sciroppo d'acero,
alla melassa, al concentrato di pere. Usate maggiormente
uvetta, fichi secchi e simili, nelle vostre ricette.
Imparerete sempre più ad apprezzare il dolce naturale,
contenuto negli alimenti non devitalizzati. Questo sapore
è senz'altro diverso, meno marcato ma molto più
vario e gratificante rispetto a quello concentrato e monotono
dello zucchero bianco. Basta appunto, con il tempo, farci
l'abitudine.
I condimenti grassi
La funzione dei lipidi o grassi non è solo quella
di rendere un cibo più morbido o di fare da veicolo
ad altri sapori. La semplice presenza della molecola lipidica,
interagendo con altre sostanze presenti nel cibo, funge
anche da esaltatore del sapore. Questo spiega, per esempio,
perché un formaggio grasso è solitamente
più saporito di uno magro e un arrosto ottenuto
da una carne grassa richiede minori aggiunte di altri
sapori.
Con un occhio alla salute e l'altro alla linea, dovremo
però tener conto della qualità e della quantità
dei grassi. Ma se è dannoso cercare di eliminarli
del tutto, un eccesso è sicuramente da evitare
con altrettanta cura.
A chi cerca di giostrarsi con i vari condimenti nella
speranza di trovarne uno che ingrassi meno, dobbiamo subito
togliere un'illusione: tutti gli oli sono, al 99 %, lipide
puro. Quindi non esiste un olio meno grasso di un altro,
anche se ciò non significa affatto che un olio
vale l'altro, sotto il profilo nutrizionale-dietetico.
A questo proposito è molto importante che il contenuto
in acidi grassi, soprattutto di tipo monoinsaturo e polinsaturo,
e delle vitamine liposolubili (A, E, D e K) sia inalterato
e non denaturato.
Il fatto che gli oli, a temperatura ambiente, si presentino
liquidi, è significativo: le catene molecolari
sono più aperte e mobili (fluide, si potrebbe dire)
a causa della maggiore presenza di acidi grassi insaturi,
e ciò rappresenta, a parere unanime dei fisiologi,
un grande vantaggio per il nostro organismo.
Usiamo quindi di preferenza oli vegetali e scegliamoli
di ottima qualità, soprattutto di prima spremitura
a freddo o, nel caso dell'olio di oliva, extravergine.
L'olio di oliva è una base eccellente che non dovrebbe
mancare in nessuna cucina; inoltre, si può alternare
con qualche altro olio, per esempio di soia, girasole
o arachidi, o quelli di maggior pregio come lino o cartamo.
Potete fare un uso moderato e occasionale anche del burro,
purché questo sia fresco e impiegato crudo. Anche
il burro si presta a miscele con le erbe aromatiche.
La margarina invece è quasi sempre ottenuta da
grassi idrogenati. L'idrogenazione distrugge tutti i pregi
(peraltro decantati dalla pubblicità) degli acidi
grassi insaturi, formando catene chiuse e di tipo 'trans'
che sembrano porre non pochi problemi al nostro organismo.
Per non parlare dei cosiddetti condimenti light, che oggi
vanno tanto di moda. In pratica, ci viene offerto un prodotto
che contiene una grande parte (metà o più)
di acqua, e fin qui non ci sarebbe niente di male, all'infuori
del prezzo che invece resta elevato.
Preoccupano di più invece gli altri ingredienti:
in primo luogo gli emulsionanti e stabilizzanti necessari
per tenere uniti gli ingredienti, ma anche i conservanti
e i coloranti. L'attenta lettura delle etichette dovrebbe
quindi essere d'obbligo, anche della parte scritta a caratteri
più piccoli. Non basta dire: «II 50% di grassi
in meno».
Gli oli aromatizzati
Provate a preparare qualche boccetta (da conservare ben
chiusa e a buio) di olio con uno o alcuni dei seguenti
sapori: peperoncino, aglio, alloro, rosmarino, salvia,
dragoncello, maggiorana, origano. Già una piccola
quantità di questi oli aromatici conferisce un
sapore incomparabile a ogni piatto! Potete aromatizzare
l'olio anche con l'aggiunta di poche gocce di olio essenziale
di sicura provenienza; bastano circa 10 gocce per un'ampolla
da tavola.
Il sale
Come i lipidi anche il sale è stato messo sotto
processo e l'alimentazione, troppo ricca di aggiunte di
sale da cucina e troppo povera di magnesio, ha fatto scattare
l'allarme con numerose proposte di diete iposodiche e
di sali alternativi, meno ricchi di sodio. Effettivamente,
tutti i cibi industriali hanno, tra l'altro, lo svantaggio
di essere eccessivamente ricchi di cloruro di sodio (che
è il nome chimico del nostro comune sale da cucina),
quindi chi si è allontanato da un'alimentazione
naturale, preparata con cibi freschi, assume fatalmente
anche dosi eccessive di sale. Soprattutto chi è
sovrappeso dovrebbe curare con attenzione il proprio consumo
di sale, o meglio il bilancio sodio-magnesio.
Il sale ha tra l'altro lo svantaggio di legare a sé
l'acqua, anche all'interno dei tessuti, trattenendola
quindi in eccesso anche nel nostro organismo. La regola,
per chi soffre di ritenzione idrica, dovrebbe essere:
meno sale, più acqua semplice, più verdura
cruda e frutta fresca.
L'abbondante uso di erbe aromatiche conferirà più
gusto alla vostra cucina, aiuterà a risparmiare
sale e potrà contribuire in diversi modi a conservare
o riconquistare la linea. In ogni caso, al comune sale
da cucina raffinato e al sale proveniente da salgemma
preferite quello marino integrale. Il sale marino integrale
è leggermente più scuro e igroscopico, ma
ha il grande vantaggio di contenere ancora tutti i minerali
in traccia, in combinazione ideale, presenti nei mari;
questa proporzione corrisponde a quella presente nel nostro
plasma sanguigno, un lontano ricordo delle nostre origini
marittime.
Una possibile alternativa, presa in considerazione in
genere da chi è iperteso e desidera ridurre l'apporto
di sale da cucina, è il cosiddetto sale dietetico.
Sul mercato ne esistono diversi tipi, nei quali la quantità
di cloruro di sodio è ridotta a circa un terzo.
Altri cloruri, come quelli di magnesio e/o di potassio,
ne prendono il posto, e ciò non costituisce, di
norma, alcun problema, salvo in caso di insufficienza
renale. Controllate però l'eventuale contenuto
in glutammato o aromi naturali; il primo è una
sostanza artificiale, e spesso lo sono anche i
secondi.
Dato che in casa è possibile ridurre l'uso di sale
usando le erbe aromatiche fresche o secche, l'impiego
di sali dietetici potrebbe risultare conveniente solo
in casi di emergenza, per esempio in viaggio.
Il sale aromatizzato
- Potete prepararvi un sale aromatico con 2 pugni di sale
marino integrale e un cucchiaio di almeno tre delle seguenti
erbe aromatiche accuratamente essiccate prima: salvia,
rosmarino, origano, maggiorana, dragoncello, timo, menta,
melissa.
- Inserite il tutto ne frullatore fino a ottenere una
miscela omogenea.
- Conservate questa, insieme con una foglia secca di alloro,
in un vasetto dalla chiusura ermetica.
- Eventuali scorte vanno conservate in frigorifero.
Spezie e piante aromatiche
Il generale appiattimento (diremmo quasi abbrutimento)
dei gusti ha portato all'uso intensivo e monotono di sale
e pepe. Che ne è stato di tutti gli altri gusti:
noce moscata, pimento, cannella, per parlare di spezie
esotiche, e delle più “nostrane” come
ginepro, senape, anice, cumino, alloro? E della vasta
gamma di piante saporite come cren, capperi, sedano e
simili?
Cercate di scoprire i numerosi pregi delle piante aromatiche
e di usarne sempre più in cucina. I vostri piatti
guadagneranno in sapore e digeribilità (molte erbe
aromatiche sono chiamate officinali perché hanno
proprietà terapeutiche tra cui quelle digestive)
e saranno così completi sotto ogni punto di vista,
inducendovi sempre meno a peccati di gola, originati dall'aver
consumato piatti monotoni e poco gratificanti. Non aspettatevi,
da nessun aroma, un effetto dimagrante diretto. Tuttavia
noterete che il maggiore uso di aromi, in cucina, vi aiuterà
nel riconquistare la linea ideale, diminuendo il consumo
del sale e aumentando persino il piacere del vostro palato.
Le verdure
Condire con le verdure? Sì, certo. Le verdure sono
il complemento ideale di numerosi piatti, sotto il profilo
nutrizionale e gastronomico. E vi permetteranno di creare
piatti perfetti, ben combinati.
Pensate per esempio alla pasta: un piatto di spaghetti
con zucchine, o fusilli con peperonata, o maccheroni con
pomodoro e melanzane, o trenette al pesto, o maltagliati
con un cucchiaio di lenticchie.
Oppure al riso con piselli e prezzemolo, alla polenta
con funghi, alla minestra d'orzo con i borlotti o la verza.
Le varianti sono davvero infinite. Anche nelle pizzerie
ora si trovano pizze vegetariane di vario tipo.
Lo stesso vale per i piatti di carne, pesce, formaggio
o uova, che diventano più colorati, allegri, digeribili
e completi con l'aggiunta di verdura, sia in fase di cottura
(pensiamo agli spezzatini), sia come condimento, versato
sopra (per esempio una crema di carciofi sopra la sogliola),
o come contorno o accompagnamento, purché in abbondante
quantità.
Usare le verdure anche come condimento, cioè per
la preparazione di salse, intingoli e creme, permetterà
di combinare bene, d'ora in poi, i vostri pasti e di renderli
leggeri, sotto ogni punto di vista.
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