Il primo passo per riuscire a migliorare il proprio
sonno è imparare a conoscerlo.
Quante persone, al di là di una generica lamentela
o della loro insoddisfazione, si soffermano ad analizzare
il proprio modo di dormire e sanno realmente di quanto
sonno hanno bisogno, oppure in che cosa consiste il
loro eventuale problema?
Se pensate di non dormire a sufficienza, se il mattino
vi svegliate con la sensazione di essere più
stanchi di quando vi siete coricati, se durante il giorno
la sonnolenza vi coglie all'improvviso e dovete lottare
per mantenere vigile l'attenzione, è il momento
di prendere provvedimenti.
Il
sonno è salute
Passiamo un terzo della nostra vita dormendo (e sognando);
una quantità di tempo così ragguardevole
dovrebbe, anche in mancanza di altre informazioni, suggerirci
chiaramente quanto sia importante il sonno per il corretto
funzionamento dei processi vitali.
Sappiamo che dormire è essenziale per rinnovare
le cellule, per mantenere in buona efficienza il sistema
immunitario e quello endocrino, per tonificare il sistema
nervoso, per dialogare con l'inconscio.
Ci preoccupiamo di mantenerci in buona salute facendo
attenzione all'alimentazione, all'ambiente, allo sport
e alla prevenzione delle malattie, ma raramente dedichiamo
al sonno un interesse che va al di là di una
generica esortazione tipo: «Dovrei dormire un
po' di più».
Esiste persino un certo snobismo del sonno, che spinge
alcune persone a vantarsi di dormire poco o niente,
come se fosse una performance, un traguardo da raggiungere,
una prova di vitalità e di giovanilismo.
In realtà sono gli anziani a dormire poco e non
i giovani, che al contrario dormono come ghiri. Anzi,
dormire bene aiuta a restare giovani più a lungo,
migliora il tono della pelle, l'umore, la resistenza
alla fatica e le performance fisiche e intellettuali.
Come
imparare a gestire il proprio sonno
Molte persone non sono consapevoli di avere un grosso
'debito di sonno da smaltire'; il nostro cervello, infatti,
esige mediamente un'ora di sonno ogni 2 di veglia per
funzionare al meglio, e se non le ottiene, a un certo
punto 'stacca i contatti', e ci costringe ad addormentarci
dovunque ci troviamo.
Ci si lamenta di essere stanchi o depressi, e ne attribuiamo
la causa allo stress e alle seccature quotidiane; oppure,
semplicemente, non sappiamo spiegarcelo.
Se vi sentite stanchi e demotivati, se trascinate le
giornate, se vorreste mollare tutto e scappare su un'isola
deserta, prendete in considerazione la possibilità
di avere semplicemente un problema di sonno.
Misurare
il “debito di sonno” con la scala di Stanford
Un buon metodo per cominciare a prestare la dovuta attenzione
al proprio sonno è quello di misurarne il “debito”,
con l'aiuto della scala della sonnolenza di Stanford,
e di un “diario del sonno”. Ecco come bisogna
procedere nell'arco di una settimana:
Al mattino
Ogni giorno, al risveglio, annotate sul diario:
* l'ora in cui vi siete coricati;
* l'ora dell'addormentamento;
* l'ora del risveglio;
* gli eventuali risvegli notturni e la loro durata.
Calcolate ora il tempo di sonno totale e aggiungete
le vostre considerazioni sulla sua qualità e
sul grado di lucidità al risveglio. Vi siete
sentiti intontiti? Se la risposta è sì,
per quanto?
La sera
Alla fine della giornata, annotate sul diario gli eventuali
sonnellini diurni:
* l'ora di addormentamento;
* l'ora del risveglio;
* quantità e qualità dei sonnellini;
* il tempo di sonno totale.
Un
metodo veloce per conoscere il proprio “debito”
Potete misurare con una certa precisione l'entità
del vostro debito di sonno rispondendo a una semplice
domanda.
Quante probabilità avete di addormentarvi in
una delle seguenti situazioni?
* Stando seduti a leggere.
* A teatro, al cinema o guardando la Tv.
* Durante un tragitto in macchina come passeggero.
* Sdraiati a riposare nel pomeriggio.
Se la risposta è: «Nessuna probabilità
oppure poche», il vostro debito è minimo.
Se invece la risposta è: «Parecchie o moltissime
probabilità», la situazione è allarmante,
e dovete correre ai ripari.
La
scala di Stanford
Misurate il vostro livello di vigilanza durante il giorno
applicando la scala di Stanford, che è divisa
in 7 livelli.
1. Attivo, vitale, vigile, del tutto sveglio.
2. Livello di vigilanza alto, ma non al massimo.
3. Rilassato, non al massimo della vigilanza.
4. Un po' annebbiato, non al massimo della vigilanza,
poco motivato.
5. Stanco, demotivato, rallentato.
6. Sonnolento, voglia di distendersi.
7. Semi addormentato.
Annotate
il vostro punteggio (da 1 a 7, a seconda del livello
in cui vi identificate in quel momento) nella scala
di Stanford tre volte il giorno: un'ora dopo il risveglio,
un'ora dopo il pranzo, all'ora di cena.
Dopo una settimana di annotazioni quotidiane, vi sarete
fatti un'idea abbastanza precisa del vostro modo di
dormire. A questo punto saprete se i vostro sonno è
soddisfacente oppure no, quante ore dormite complessivamente
e quali potrebbero essere gli eventuali problemi.
Paragonando i punteggi ottenuti sulla scala di Stanford
giorno per giorno, sarete anche informati delle variazioni
del vostro livello di vigilanza nel corso della giornata,
degli eventuali 'punti morti' e dei picchi di vitalità.
Siete pronti per un'autodiagnosi.
Punteggi alti costanti nella scala di Stanford segnalano
che avete assolutamente bisogno di dormire di più.
Strategia
globale per una buona notte
Ora che sapete come e quanto dormite, potete mettere
a punto una strategia per migliorare le vostre notti:
analizzate le vostre abitudini.
Cominciate con l'identificare tutto ciò che,
nel vostro stile di vita, contrasta con l'obiettivo
che volete raggiungere.
* Prendete nota delle vostre abitudini serali: leggete
prima di andare a letto? Guardare la televisione vi
eccita o vi concilia il sonno? Lavorate al computer
di sera? Controllate la vostra casella di posta elettronica?
Ascoltate i messaggi della segreteria telefonica? Avete
una routine regolare prima di coricarvi? Fate una doccia
o un bagno prima di andare a dormire? Mangiucchiate
qualcosa a letto? Prima di addormentarvi passate in
rassegna gli impegni del giorno dopo? Fumate a letto
o prima di coricarvi?
* Durante la giornata, quali bevande consumate? Quanti
caffè, té, bibite a base di cola, vino,
birra, liquori? Annotate quanti alcolici o bevande contenenti
caffeina bevete durante la giornata. Controllate l'etichetta
delle bibite per scoprire se contengono caffeina, e
segnatele nella lista.
* Praticate esercizi fisici durante la giornata? Per
quanto tempo, a che ora, che tipo di esercizi? Restate
all'aria aperta? Per quanto tempo?
* Registrate gli avvenimenti della giornata che hanno
avuto un impatto emozionale, positivo o negativo, su
di voi.
Esaminando
le vostre annotazioni, vi stupirete di scoprire su voi
stessi una quantità di cose che ignoravate. È
incredibile quante azioni vengono compiute senza averne
consapevolezza.
Vi basterà un'occhiata per rendervi conto immediatamente
delle 'falle' nel vostro stile di vita.
Di seguito vi suggeriamo come rimediare.
Il
“diario del sonno”
Analizzando l'andamento delle vostre notti sul “diario
del sonno” saprete anche di che tipo è
il vostro problema: se vi addormentate troppo tardi
o vi svegliate troppo presto, se avete frequenti risvegli
notturni o siete cattivi dormitori.
Le informazioni raccolte attraverso il diario del sonno
vi illumineranno anche sul vostro ritmo circadiano:
siete soggetti “evening” o “morning”,
“gufi” o “allodole”? Insomma,
una miniera di notizie che vi permetterà di adeguare
alla vostra tipologia non solo i ritmi del sonno, ma
anche quelli dell'alimentazione e dell'attività
fisica, e vi aiuterà a scegliere i rimedi più
adatti per risolvere il vostro problema.
L'alcol
e la caffeina stimolano il sistema nervoso
Té e caffè impiegano circa 15 minuti per
cominciare ad agire su cervello e raggiungono la massima
concentrazione nel sangue dopo circa un'ora. Il fegato
impiega da 3 a 7 ore, secondo l'età e la costituzione
individuale, per dimezzare il tasso di caffeina nel
sangue, il che significa che, dopo 10 ore, la concentrazione
di caffeina è ancora pari al 25% della dose ingerita.
Se bevete un caffè alle 5 del pomeriggio o dopo
cena, andrete a letto con una ricca dose di caffeina
in circolo.
Le persone che affermano di dormire tranquillamente
dopo svariate tazze di caffè, hanno semplicemente
sviluppato un'assuefazione agli stimolanti, e il loro
cervello reagisce solo alle alte dosi. Controllate le
vostre annotazioni e calcolate il tasso di caffeina
che circola nelle vostre vene all'ora di coricarvi:
probabilmente vi accorgerete che è troppo alto
per permettervi di riposare bene.
Identificare
i nemici della notte
Le attività che impegnano la mente o scuotono
il sistema emozionale, come lavorare al computer, studiare
o leggere libri stimolanti, guardare film violenti o
strappalacrime, telegiornali infarciti di notizie allarmanti,
stimolano la veglia e vi tengono sotto pressione. Non
controllate la vostra e-mail dopo le 9 di sera, e non
ripassate i programmi del giorno dopo; andare a letto
con la mente ingombra di piani per il futuro, vi costringerà
a spendere buona parte della notte impegnati a vivere
qualcosa che non c'è, impedendovi di dormire.
Rinunciate alla doccia prima di andare a letto e optate
per un bagno; la doccia è stimolante, mentre
un bagno caldo, con l'aggiunta di qualche goccia di
olio essenziale, vi rilasserà profondamente.
Costruitevi un percorso costante di piccole abitudini
da adottare prima di coricarvi, e restatevi fedele per
quanto possibile. Non fumate per almeno 2 ore prima
di andare a dormire, e limitate il consumo di sigarette
quotidiano a un massimo di 10: il tabacco è un
forte eccitante del sistema nervoso.
Non trasformate il letto in un bivacco o in un tavolo
da picnic, ma riservatelo alle attività che gli
competono. L'attività fisica moderata influisce
positivamente sul sonno, a condizione che non sia svolta
nelle ore immediatamente precedenti l’addormentamento.
Anche ossigenare il sangue è importante; cercate
di passare almeno un'ora all'aria aperta e camminate
di buon passo per stimolare la circolazione, evitando
naturalmente di farlo nelle vie trafficate del centro.
Le emozioni forti scatenano l'immissione nel sangue
di un torrente di adrenalina. L'adrenalina è
un ormone secreto dalle ghiandole surrenali che ha la
funzione di attivare lo stato di allerta dell'organismo,
in vista di un'autodifesa; eccita il sistema nervoso,
aumenta la pressione arteriosa, stimola l'attività
cardiaca e aumenta al massimo lo stato di vigilanza,
rendendo impossibile il sonno.
Evitate, per quanto possibile, di esporvi alle emozioni
forti nelle ore serali.
Ora che avete identificato i nemici delle vostre notti,
potete passare alle contromisure, cercando di migliorare
il vostro stile di vita in funzione del sonno.
Sonno
e sesso: un rilassamento benefico
La maggior parte delle persone considera la notte il
momento migliore per abbandonarsi alle effusioni erotiche
e sentimentali. Complici l'oscurità e il silenzio,
l'aspetto 'notturno' della personalità si fa
avanti, spingendoci ad abbandonare le difese razionali
per dare spazio ai sentimenti e agli istinti. Il sesso,
quando è spontaneo e soddisfacente (sotto il
profilo affettivo e fisiologico), rappresenta un potente
'sonnifero'.
Uno psicanalista austriaco che ha approfondito i meccanismi
dell'attività sessuale, era giunto alla conclusione
che la scarica energetica realizzata nel momento culminante
dell'atto sessuale corrisponde a un momento di massimo
rilassamento e distensione dell'organismo, a un livello
non ottenibile con alcun altro mezzo, e fortemente salutare.
Non c'è dubbio quindi che fare sesso prima di
dormire sia l'attività più indicata per
procurarsi una notte di sonno profondo e disteso.
Non bisogna sottovalutare anche gli effetti benefici
dell'attività sessuale mattutina. Lo stato aurorale
della coscienza appena svegli, incoraggia ad aprirsi
agli amorosi sensi. L'organismo, dopo una buona notte
di sonno, è in stato di grazia, al massimo delle
sue possibilità. L'apparato sensoriale è
fresco e sensibile, il corpo è rilassato. Riservare
all'attività sessuale le ore del mattino, naturalmente,
non farà ottenere un effetto ipnotico, dato che
si è già dormito a sufficienza, ma uno
stato di rilassamento diffuso. Un bagaglio di benessere
che permette di affrontare la giornata con calma e arrivare
al sonno serale ancora distesi.
Il sesso fa bene al sonno, un sonno cattivo fa male
al sesso. Se invece il rapporto è insoddisfacente,
il corretto scarico dell'energia libidica non si realizza,
e invece di essere rilassante il sesso finisce per aumentare
i livelli di frustrazione e di tensione che interferiscono
con il sonno.
A loro volta, i disturbi del sonno danneggiano il sesso.
Una persona deprivata di sonno è in stato letargico,
intorpidita nei sensi, nervosa, ansiosa e irritabile,
quindi ben poco incline a entrare in relazione con un
partner. Il corpo poi, non dispone delle energie necessarie
a una sana attività sessuale, e le prestazioni,
quando avvengono, sono insoddisfacenti per entrambi
i partner.
Favorire
il rilassamento con rituali speciali
Da bambini, andare a letto è spesso difficile.
Si tratta di lasciare la compagnia rassicurante degli
adulti, il divertimento dei giochi, il programma televisivo
preferito. La mamma sa che è un momento delicato,
perciò costruisce intorno al figlio un percorso
di piccole abitudini, di gesti ripetuti che hanno la
funzione di rassicurarlo: un bagno con il bagnoschiuma
speciale contenuto in una confezione giocattolo, la
camomilla, la fiaba, il carillon, la lucina notturna,
la buonanotte al pupazzo preferito. L'insieme di questi
gesti forma un rituale preciso che apre la strada verso
il sonno.
Nell'età
adulta
Crescendo, i rituali si perdono: non ne abbiamo più
bisogno, o crediamo che sia così. Occorre però
ricordare che il viaggio notturno è sempre, in
qualche modo, una forma di regressione.
Per addormentarci dobbiamo abbandonare il controllo
cosciente, e questo ci lascia 'inermi' davanti alla
notte. Basta poco per resuscitare le paure antiche,
sia pure sotto forme diverse: la paura del domani, di
non farcela a fronteggiare gli impegni, dell'abbandono
affettivo, delle delusioni. .. Ed eccoci svegli nel
buio in preda all'ansia e incapaci di dormire.
Contro questo tipo di problema può essere efficace
la costruzione di un rito di accompagnamento. Pensate
alle cose che più vi piacciono, e strutturate
una serie di gesti o di attività ripetitive da
svolgere prima di andare a dormire: fare un bagno profumato
con le vostre essenze preferite, bere una tisana o un
bicchiere di latte.
Potete passare in rassegna i vostri Cd, la collezione
di monete, leggere qualche pagina dei libri che amate
di più. Se vi piace la musica, dedicate qualche
minuto all'ascolto di brani piacevoli, scartando ovviamente
la musica tecno o il rock duro. L'ideale è la
musica classica.
Procedete per tentativi, fino a trovare la sequenza
che vi fa sentire meglio.
Qualunque cosa scegliate di fare, comunque, l'importante
è che ogni tappa del rituale di accompagnamento
conservi l'ordine e il contenuto prestabilito. In pochi
giorni vi accorgerete della sua efficacia, e il vostro
sonno migliorerà sensibilmente.
Curare
il corpo
Occuparsi dell'ambiente esterno non è sufficiente
per garantirsi sonni sereni: è importante anche
curare quello interno al corpo.
La salute è retta da tre elementi fondamentali:
buona alimentazione, buona forma fisica e buon sonno.
L'alimentazione
Una buona alimentazione si basa non solo su una dieta
sana, ma anche sul rispetto dei tempi del metabolismo.
I ritmi di lavoro frenetici non sono fatti per garantire
una buona alimentazione: si esce il mattino dopo una
colazione sommaria, e a pranzo si mangia un panino in
fretta; la cena è il momento in cui ci si abbandona
ai piaceri della tavola.
La conseguenza è che, quando andiamo a dormire,
gli organi sono ancora impegnati nel lavoro di smaltimento,
I ritmi biologici dell'organismo 'saltano': il fegato
entra in riposo prima di aver terminato il suo lavoro,
il cibo staziona nell'organismo e fermenta. Dormiamo
male e ci svegliamo peggio, intontiti e intossicati
dalle scorie alimentari non smaltite. Questo ciclo ci
porta ad ingrassare anche se non mangiamo molto, e anche
questo peggiora la qualità del sonno.
Una soluzione possibile è quella suddividere
il nutrimento in cinque minipranzi durante la giornata,
alleggerendo il pasto serale.
I vantaggi sono molteplici: possiamo diversificare meglio
l'alimentazione, arricchendola di cibi più variati;
è più facile rispettare le affinità
tra gli alimenti; riusciamo a dimagrire pur mangiando
di più; la digestione migliora; l'organismo si
disintossica; la qualità del sonno migliora;
i livelli di energia sono elevati, così come
l'umore.
In linea di massima, una dieta leggermente ipocalorica
migliora tutte le prestazioni fisiche, incluso il sonno,
e ci fa vivere più a lungo. Ma non bisogna esagerare:
alla lunga un apporto calorico troppo basso danneggia
la salute e sovreccita il sistema nervoso, rendendo
difficile il sonno.
Lo
sport
Molti esperimenti hanno dimostrato che l'esercizio fisico
influenza l’orologio biologico e può modificare
i ritmi circadiani. La mancanza di movimento ha invece
un effetto negativo sul benessere psicofisico degli
uomini e degli animali.
Se tenete chiuso in casa tutto il giorno un cane, privandolo
delle corse all'aria aperta, lo vedrete deperire rapidamente:
triste, nervoso, apatico, svilupperà ben presto
una serie di disturbi. Le città moderne non offrono
molti spazi adeguati alle attività all'aria aperta,
e non sono il luogo ideale per gli animali, e ancor
meno per i bambini. Anche la palestra non può
sostituire pienamente l'esercizio all'aria aperta.
È dimostrato che, nelle persone allenate, l'esercizio
fisico aumenta le fasi 3 e 4 del sonno profondo, e aiuta
a riallineare più rapidamente i ritmi circadiani
alterati per qualsiasi causa, migliorando la qualità
del sonno.
Fare jogging o lunghe passeggiate all'aria aperta rappresenta
l'attività fisica ideale, che va però
praticata entro 3 ore prima di coricarsi: il moto stimola
infatti il sistema neurovegetativo e aumenta lo stato
di vigilanza.