Questo rapporto è basilare per la crescita del
bambino e il suo adattamento nella collettività.
All'età di 3 anni è sempre consigliabile
aiutarlo ad inserirsi alla scuola materna, che esiste
ormai in ogni paese. Per compiere tale passo, il bambino
deve essere già stato preparato negli anni precedenti
ad una completa disponibilità nei confronti di
altri piccoli amici. E' quindi compito del genitore
abituare il bambino ad accogliere con gioia gli altri
coetanei, a dividere con loro i suoi giochi e a renderli
partecipi dei suoi scherzi e passatempi. A volte succede
che i bimbi bisticciano fra loro principalmente per
l'appropriarsi di un balocco. Di tale comportamento
purtroppo, fin troppo sovente ne hanno esempio nel mondo
adulto. I bimbi hanno già in sé una certa
aggressività fisica e verbale, che i genitori
dovranno incanalare e ammorbidire affinché non
sia sfogata su terzi. In caso di litigio fra piccoli
amici non intervenite, a meno che il linguaggio usato
non sia propriamente consono alle loro e nostre orecchie,
oppure che si eserciti una prepotenza vera e propria.
Negli altri casi, il bambino deve abituarsi a sbrogliare
da sé i suoi problemi, grandi per lui, piccoli
per noi, in quanto nel corso della vita dovrà
affrontare molte situazioni difficili e non sempre avrà
vicino qualcuno pronto a facilitargli il cammino. L'intervento
del genitore è giusto se i contendenti passano
dalle parole ai fatti, cominciando ad usare le mani.
Indossate quindi la toga di giudice equo e assegnate
ai colpevoli la giusta punizione, che deve sempre essere
istruttiva. Non lasciatevi condizionare dai sentimenti
personali, caso difficilissimo, punendo vostro figlio
anche se non lo merita, oppure non punendolo affatto
per partigianeria. Per facilitare i suoi rapporti sociali,
contribuite ad organizzare festicciole, che non siano
solo annuali in occasione di compleanni, inventate voi
un pretesto qualsiasi per aprire la vostra casa all'invasione
di questi piccoli ospiti. Se i bimbi sono piccoli, la
mamma organizzatrice si preoccuperà di estendere
gli inviti alle altre mamme, se invece il bambino è
già grandicello potrà provvedere egli
stesso ad invitare i suoi amici. L'orario per questi
baby-parties è designato per il tardo pomeriggio,
all'incirca dalle 16.00 alle 19.00, momento in cui si
suppone di non recare troppo disturbo ai vicini che
riposano. In quest'occasione servite: tartine, dolcetti,
stuzzichini adatti al loro palato, torte o biscotti
fatti da voi, bibite naturali, té, latte e, naturalmente,
se si tratta di un compleanno, non dovrà mancare
la fatidica torta con le candeline. In questa particolare
occasione gli invitati recheranno con loro piccoli doni,
che avranno scelto con l'aiuto dei genitori, e il festeggiato
ringrazierà tutti per il pensiero, senza dimostrare
insoddisfazione se il regalo non è di suo gradimento.
Da evitare è senz'altro la presenza di tutte
le mamme, che saboterebbe la riuscita della festa: un
solo adulto è sufficiente a dirigere l'intera
compagnia e ad organizzare giochi all'aperto se il party
si svolge in giardino, intrattenimenti più contenuti
se al contrario si rimane dentro casa, ipotesi che vi
conduce a chiudere un occhio su quello che succederà
dentro le mura domestiche. I bambini amano le feste
in genere, proponetegliele sempre come fonte di curiosità
e divertimento, ma anche di magia e suspence. Questo
vale soprattutto per le tradizionali festività
natalizie: non presentate il giorno di Natale come l'occasione
in cui si ricevono i regali agognati e si donano pacchi
multicolori, ritrovate per loro il gusto delle antiche
usanze, comunicate il significato spirituale di questo
evento. Fategli conoscere Gesù Bambino se siete
cattolici praticanti, ma parlategli anche di Babbo Natale,
è una parentesi di magia che ricorderà
con dolcezza quando avrà superato l'età
per le favole. Attendete con lui la mezzanotte per scartare
tutti i doni se è abbastanza grande da rimanere
alzato fino a tarda ora, insegnandoli ad accettare le
strenne con gioia e riconoscenza, non importa cosa contengano
e a non considerarle riconoscimenti obbligatori, che
gli sono dovuti.