Se i genitori sono cattolici
praticanti, prenderanno accordi al più presto
con il loro parroco per stabilire la data del rito battesimale.
Saranno sempre loro a decidere se volere una cerimonia
intima o solenne e con numerosi invitati. Scegliete
sempre fiori bianchi per l'addobbo della chiesa e della
fonte battesimale. Il rito liturgico prevede la presenza
dei padrini, che terranno tra le braccia l'infante,
il padrino se maschio, la madrina se è femmina;
il loro compito è di rispondere ad alcune domande
durante la cerimonia e di scegliere un nome a testa
per il loro pupillo. Tale tradizione al giorno d'oggi
non è più seguita da molti. Solo nelle
famiglie dalle radicate tradizioni gli eredi portano
i tre nomi, ma sono sempre più rari, nella maggioranza
dei casi il bambino ha un solo nome datogli dai genitori.
Appunto per questo, cari genitori, pensate che tale
nome il vostro piccolo lo porterà tutta la vita,
evitate nomi anacronistici o al contrario troppo legati
alla nuova cultura dei mass-media, che ci propina nomi
di attori, cantanti, protagonisti di telenovelas, personaggi
di fama internazionale, che il più delle volte
non siamo in grado di pronunciare correttamente. In
caso di dubbio esistono moltissimi testi che riportano
la maggioranza dei nomi esistenti e, se siete curiosi,
viene riportata l'etimologia degli stessi. La consuetudine
assegnava di diritto il ruolo di padrini ai nonni: rientrava
inoltre nei compiti della madrina provvedere alla veste
da cerimonia del suo pupillo, di solito ricca di fiocchi
e pizzi e d'obbligo era il dono della catenina d'oro
con medaglietta sacra. Anche questa usanza non viene
più presa in considerazione. I padrini vengono
oggi scelti in base all'amicizia che li lega ai genitori
e solitamente sono loro coetanei. Secondo la tradizione,
i padrini giocano un ruolo di «protezione»
nei confronti del bambino: sono loro che hanno il compito
di coadiuvare i genitori nel crescerlo, devono essere
figure costanti nella sua formazione, essergli amici,
aiutarlo ad affrontare i suoi piccoli problemi di crescita.
Essere padrini non significa solo fare un bel regalo
in occasione delle cerimonie che riuniscono la famiglia,
significa essere presenti in tutti i momenti importanti
e non, ma, onere principale, provvedere a lui e alle
sue necessità fisiche e morali in caso di decesso
di uno o di entrambi i genitori. Vengono impropriamente
chiamati zio e zia, solitamente per dare loro una posizione
comprensibile all'interno della famiglia, se non sono
componenti della stessa, e forse per creare un legame
che sostituisca quello di sangue inesistente. I loro
obblighi terminano ufficialmente con il raggiungimento
della maggiore età del loro figlioccio. La cerimonia
del battesimo può svolgersi nella tarda mattinata
e sarà seguita da un pranzo, oppure nel tardo
pomeriggio e si opterà per un bel buffet freddo,
un té o un cocktail. Tralasciando di erudirvi
sull'abbigliamento consono all'occasione: ognuno di
voi certamente avrà buon gusto di scegliere i
capi adatti e di non agghindarsi come per un uscita
in discoteca. In veste di invitati, porterete in omaggio
alla mamma dei fiori, sempre graditi in occasione, e
naturalmente un dono al protagonista della giornata.
Se non avete idea di cosa acquistare, i numerosissimi
negozi che trattano articoli per l'infanzia vi sottopongono
una vasta gamma di capi di vestiario, album ricordo,
giocattoli, oppure carrozzine, fasciatoi, passeggini,
poltroncine per l'auto, marsupi, carillon, ecc. Ai padrini
spettano invece i regali tradizionali come catenina
d'oro con medaglia sacra, braccialetto con inciso nome
e data di nascita, spilla per il bavaglino. Al ricevimento
non devono mancare i confetti: rosa per le femmine,
azzurri per i maschi, che i genitori distribuiranno
sfusi o anche in semplici sacchetti in numero di 3,
5, 7, accompagnati dalla bomboniera e da un piccolo
cartoncino con il nome del nuovo arrivato. Il «vecchio»
galateo esortava, in nome della buona educazione, di
estendere l'invito al trattenimento che segue il battesimo
anche al medico che ha provveduto a far nascere l'erede
e al parroco che ha officiato il rito liturgico. Quest'usanza
sopravvive ormai solo nei piccoli paesi, dove medico
e parroco sono presenze costanti nella vita dei cittadini
e aiutano generazioni intere a crescere nel corpo come
nello spirito.