Galateo - In lutto
 

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IN LUTTO


Durante il nostro cammino in questa dimensione terrestre, fin troppo sovente siamo costretti ad affrontare la perdita di persone care. Nascita e morte sono strettamente collegate dalla vita che intercorre fra i due eventi e fanno parte del naturale ciclo dell'universo anche se è molto difficile accettare questa filosofia quando ci viene a mancare qualcuno che amiamo. E' in questa particolare occasione che si apprezzano le amicizie più vere, che saranno le prime ad accorrere per portare sostegno ai familiari e ad aiutare a sbrigare quelle antipatiche e in questo caso dolorose pratiche burocratiche che è necessario espletare in caso di decesso. Anagraficamente la morte va denunciata all'Ufficio di Stato Civile per essere inserita nei registri della popolazione; per tali prassi occorre la dichiarazione di morte e il certificato necroscopico, se si è resa necessaria l'autopsia redatti dal medico legale. L'insieme degli usi e delle tradizioni che riguardano il rito funebre è diverso da regione a regione, da città a città, da paese a paese, in base al grado di sopravvivenza delle vecchie usanze. Ogni località ha le sue regole comportamentali per questi casi, regole che possono essere più o meno seguite, più o meno attuabili a seconda della realtà attuale: in molti paesi il feretro è trasportato a mano dai parenti, mentre in una grande città accade spesso che il cimitero sia fuori dal quartiere in cui è avvenuto il lutto. La maggiore disponibilità economica dei nostri giorni fa si che il trasporto della bara sul carro funebre non sia più elemento di distinzione di classe sociale, bensì una normalità come potrebbe essere per un vivo prendere la metropolitana ed andare in centro, visto che l'elemento dominante che regola il vivere quotidiano è l'efficienza. All'inizio del XX secolo, il lutto stretto durava almeno un anno; imponeva un abbigliamento rigorosamente nero con tanto di velo per coprire il capo della vedova per il primo periodo di cordoglio e passava poi al grigio, blu, viola proporzionalmente al trascorrere del tempo; escludeva completamente gli addolorati parenti dalla vita sociale: era severamente proibito accettare o ricambiare inviti a pranzo o cena o solo per un té, niente balli, cinema, intrattenimenti vari, finché non fosse trascorso un periodo di tempo conveniente. L'abbigliamento oggi in linea di massima non contempla più il nero in modo rigoroso, eccezione fatta per quei paesi in cui sopravvivono ancora radicate le vecchie tradizioni, l'importante è che sia sobrio, non vistoso, elegante, di colore preferibilmente scuro, ma è ammesso anche il bianco per i mesi estivi. Per l'abbigliamento da lutto si limita a scarpe, calze, cravatta neri. Sono da scartare gioielli vistosi, dato che l'occasione è tutt'altro che mondana, anche se ci dispiace riscontrare come queste occasioni per taluni sono momenti di ritrovo per spettegolare o per farsi notare, senza nessun ritegno e nessun rispetto per il defunto e i familiari. Anche il periodo di cordoglio non è più osservato: il dolore per la perdita di una persona cara non è quantificabile e non è possibile determinare quando è il momento di ritornare al ritmo di vita precedente; il dolore rimane nel cuore di tutti noi e non importa dove siamo, cosa facciamo e come ci vestiamo, quella pena ci accompagnerà in ogni momento della giornata, fino a quando si affievolirà sempre più, ma non per questo scomparirà, avremo sempre un vuoto in noi. Le vecchie lettere di partecipazione per informare parenti ed amici dell'avvenuta scomparsa sono state del tutto abbandonate perché la velocità del servizio postale avrebbe recapitato la triste notizia molto probabilmente a esequie finite. Il mezzo di comunicazione più efficace rimane sempre il telefono attraverso il quale si contatteranno i più intimi, mentre gli altri conoscenti apprenderanno il tutto attraverso l'annuncio nella rubrica necrologica sui quotidiani locali, la cui stesura sarà il più semplice ed essenziale possibile, e dove non mancherà di figurare, se precedentemente espressa, la volontà del defunto di non ricevere fiori, ma di devolvere in opere di bene quello che sarebbe occorso per acquistare gli stessi. Le statistiche indicano che nelle regioni settentrionali, la preferenza è rivolta alle donazioni ai vari enti morali, mentre nell'Italia centro-meridionale i funerali stabiliscono con il numero di corone e il quantitativo di fiori l'importanza del livello sociale del defunto. Al momento del decesso verrà contattata un'impresa di pompe funebri che si occuperà di espletare tutte le formalità e di organizzare il rito funebre. La vestizione del cadavere per solito è affidata ad un'infermiera se il decesso è avvenuto in ospedale, altrimenti l'incarico viene assolto da qualcuno dei familiari, in ogni caso prima che sopraggiunga la rigidità cadaverica. Mentre negli stati Uniti si è arrivati a dei veri trattamenti di bellezza, noi ci accontentiamo di sistemare compostamente la salma nella bara con le braccia incrociate sul petto e un crocifisso o un rosario, se il defunto era credente, tra le mani. Quando è possibile, la camera ardente viene allestita in casa e ai quattro lati del letto ove è deposta la salma saranno posti dei ceri sempre accesi e le corone di fiori che i parenti più stretti avranno provveduto a far recapitare nonostante volontà contrarie. I mazzi di fiori verranno lasciati nella camera ardente, in chiesa possono entrare solo i cuscini posti sulla bara, mentre le altre corone resteranno dentro il carro funebre e saranno esposte poi al cimitero. Durante la visita di condoglianze non presentatevi mai con un mazzo di fiori, se il morto è ancora in casa: è cattiva educazione costringere i familiari ad occuparsi di sistemarli in un vaso in simili frangenti. In chiesa viene svolto il servizio funebre, mentre una seconda Messa viene poi celebrata a un mese dalla scomparsa; per assistere alla funzione, i familiari sederanno a destra nelle prime panche, poi seguiranno le persone più intime, e dietro ancora i conoscenti. Al termine del rito, il galateo proibisce di alzarsi ed uscire dalla chiesa prima dei familiari, i quali si soffermeranno a salutare e ringraziare tutti coloro che sono intervenuti e hanno così dimostrato il loro affetto per lo scomparso. Il corteo che accompagnerà la bara fino in chiesa e poi fino all'ultima dimora vedrà subito dopo il feretro i componenti della famiglia e i parenti, poi tutti gli altri. Le lettere di condoglianze sono rare, forse perché molto difficili da compilare e di solito si preferisce inviare un succinto e scarno telegramma. La famiglia ha comunque l'obbligo di rispondere a tutti; i biglietti di ringraziamento possono essere vergati a mano o stampati, la dicitura sarà semplice; «la famiglia X ringrazia». La carta usata naturalmente sarà rigorosamente bianca, abolite almeno in queste occasioni la carta colorata, al massimo potrà essere listata di nero.

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Benvenuti nel portale dell'amore e della seduzione oggi č il 05-09-2008
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