Galateo - Scrivere e Telefonare
 

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SCRIVERE E TELEFONARE


Dopo aver imparato qual è il modo corretto per presentarci e fare una buona impressione a terzi, è necessario apprendere come rivolgerci ad altre persone attraverso lo scrivere e il telefonare. Vi è mai capitato di leggere una lettera di una dama dell'Ottocento? Se non lo avete mai fatto, provateci, sicuramente vi riserverà delle sorprese. Tali epistole conservano tuttora una particolare atmosfera, un'armonia, i racconti sono minuziosi e completi, visto che la penna era l'unico mezzo conosciuto per comunicare con chi si trovava lontano. Fluidità e ricchezza di particolari sono per noi difficili da imitare, perché viviamo in un'epoca in cui la rapidità e la stringatezza sono d'obbligo e dove tutto si basa sul minor spreco di tempo possibile. Siamo passati da un'epoca in cui il divario fra analfabetismo e cultura era incolmabile (il popolo sostanzialmente era ignorante mentre la borghesia e la signoria aveva una cultura prettamente letteraria) a quella attuale in cui l'analfabetismo è staticamente scomparso ed in cui la letteratura scritta sta diventando un'attività elitaria: moltissimi hanno visto la rappresentazione cinematografica di tragedie come «Amleto» di Sir William Shakespeare, ma pochissimi hanno letto il testo originale o sanno della sua precedente esistenza; tale situazione fa si che, mancando nella gente una base culturale adeguata, la scrittura di una semplicissima lettera di ringraziamento o di saluto diventa un'impresa tra le più ardue, sia grammaticalmente che sintatticamente. Consideriamo solo per un attimo la calligrafia, che rappresentava in antecedenza uno status symbol ed era perciò debitamente curata fin nei più piccoli particolari. L'esistenza degli scrivani, che delineavano le loro capacità al ricopiare i testi dei libri in circolazione, dimostra quale importanza rivestiva la bella scrittura; oggi la grande percentuale di laureati si limita a tracciare dei grafici illeggibili, anzi, a volte, più l'individuo ricopre una carica importante, meno decifrabile è la sua scrittura. A chi si appresta a scrivere un biglietto di ringraziamento o di auguri e si trova in difficoltà, consigliamo di consultare qualcuno dei vari epistolari che si trovano in commercio e che offrono schemi già pronti, esempi, paradigmi senz'altro utili per supplire alla vostra mancanza di fluidità nello scrivere. Insistono varie pubblicazioni, dagli epistolari commerciali a quelli amorosi, ma almeno in questo caso abbiate l'accortezza di scrivere col cuore e se vi preoccupa la grammatica seguite la semplicità nelle frasi: soggetto, verbo, predicato. Sappiate scegliere la carta adatta a seconda delle occasioni. Se la vostra corrispondenza ha carattere burocratico o commerciale la carta sarà obbligatoriamente intestata: in alto a sinistra se riguarda lo studio di un professionista e al centro se riguarda la denominazione di una ditta, anche se non è una regola osservata pienamente. Il bianco è il colore più indicato per questo tipo di corrispondenza, in quanto riflette adeguatamente l'immagine di serietà professionale necessaria allo sviluppo del lavoro, è comunque facile trovare esempi di posta ufficiale su carta colorata. Se la corrispondenza è privata mantenete la sobrietà e l'eleganza eliminando (questo vale soprattutto per le donne) carte colorate rosa, verdi, azzurre o carte volutamente originali filettate d'oro o con l'aggiunta di disegni o arabeschi. La cosa più importante di una lettera è il suo contenuto; limitatevi quindi a non fornire al destinatario motivo di distrazione utilizzando svolazzi o applicazioni che fuorviano l'attenzione dal testo. Se non volete rinunciare al vostro nome altisonante, derivante da un'antica tradizione familiare, scrivetelo sempre in alto a sinistra. Se avete l'onestà di riconoscere che la vostra calligrafia in quanto a leggibilità lascia alquanto a desiderare, potete sempre ricorrere alla macchina da scrivere, anche per lettere di uso personale. Il largo uso di tale macchina al giorno d'oggi consente di poterla utilizzare in qualsiasi occasione, anche perché ribadiamo che non è l'esteriorità ma il contenuto a parlare di voi a terze persone. Non nascondetevi dietro frasi suggerite da altri, è insincero e si capisce subito l'impostura se il destinatario vi conosce personalmente. Cercate sempre di fare del vostro meglio per raggiungere uno scritto chiaro e scorrevole, di facile comprensione, anche omettendo termini complicati se questo vi mette in difficoltà. Lo scritto ha sempre una precisa impostazione: in alto a sinistra collocherete l'indirizzo del destinatario; la data predeceduta dal nome della città in cui viene scritta la lettera sarà facoltativamente posta in alto a destra oppure in fondo alla pagina a sinistra accanto alla firma. Poco sopra la metà del foglio, ben distante da data o indirizzo, potete procedere con l'intestazione, che varierà in base alla persona a cui intendete rivolgervi: «caro», «carissima» verrà usato solo con chi siete in intima confidenza; a tutti gli altri riserverete «Egregio...», «Gentile...» o i vari titoli nobiliari, accademici o religiosi. La lettera sarà conclusa con le solite forme di cortesia: «Con profondo affetto...», «Con simpatia...», «Cordialmente...», i saluti usuali e per ultimo la firma, che dovrà essere ben leggibile per non rischiare di spedire lettere firmate da un mittente sconosciuto. Ricordate di scrivere sempre prima il nome e poi il cognome e non viceversa, come troppo spesso si riscontra anche nelle firme di persone di cultura. La busta deve assolutamente essere coordinata al foglio, oggi singolo in alternativa a quello doppio in voga qualche tempo fa. Non fate collage penosi con fogli di notes e buste discordanti, non è certo il modo migliore di presentarvi, a meno che non si tratti dell'amico/a del cuore. L'indirizzo del destinatario è collocato a destra ordinatamente su tre righe: nome e cognome, via, città. Omettete qualsiasi titolo e precedete il nome con un semplice «Egregio Sig.» o «Gentile famiglia,..» se il contenuto reca notizie che riguardano tutto il nucleo familiare come nel caso di corrispondenza fra lontani parenti. Se non siete voi ad imbucare personalmente lo scritto e lo affidate a terzi, la buona educazione vi impone di lasciare aperta la busta, che verrà poi chiusa dall'incaricato della spedizione. Verso la fine dell'Ottocento le lettere sono state in parte sostituite dalla moda delle cartoline illustrate, tuttora in vigore per ricordarsi di chi è rimasto a casa, mentre voi vi state abbronzando in una località di villeggiatura o state sciando sulle vette alpine. Se la vostra intenzione è di spedire delle cartoline, cercate almeno di ideare un contenuto originale, non lo stereotipato «tanti saluti», che sembra lì appoggiato perché non avevate niente di meglio da dire. I biglietti da visita sono un ottimo sistema per presentarvi. Possono essere di due tipi: uno professionale che riporterà il vostro titolo e la vostra specializzazione; uno privato dove potrete aggiungere eventualmente il vostro titolo nobiliare se è per voi importante seguire la tradizione familiare. In entrambi i casi il biglietto che riporta solo nome e cognome è lo standard più comune e di sicuro successo. In una società come la nostra dove tutto è all'insegna della rapidità, il telefono diventa pressoché indispensabile: è veloce nel contattare le persone con cui vogliamo conferire, è comodo perché lo troviamo ovunque. Questa grande invenzione che fa la sua comparsa dopo il 1870, rende giustizia agli acculturati, anzi forse li privilegia addirittura. E' più facile trovare scioltezza nel parlare alle persone meno istruite, che proprio per tale motivo non hanno l'accortezza di tacere quando è il momento e non hanno la capacità di capire cosa è bene dire e come dirlo, mentre il dotto a volte perde la fluidità discorsiva per riuscire ad esprimersi nel miglior modo possibile. Anche al telefono comunque si riconoscono i garbati e i non. I primi sono coloro che si scusano quando sbagliano numero e mantengono la cortesia se ricevono telefonate improprie per lo stesso motivo, anche se lo squillo li sorprende mentre riposano o li interrompe nel momento clou di un incontro sportivo o di un film. Dopo aver composto il numero, al «pronto» che riceviamo come incentivo, si risponde «buongiorno» o «buonasera» a seconda dei casi e ci si presenta: solo il tale, sono la tale, ecc.., solo in seguito si chiede della persona che vogliamo contattare. Non tutte le ore della giornata sono lecite per prendere in mano la cornetta del telefono, men che meno le ore notturne se non in casi di estrema gravità. Le ore più propizie sono quelle lontane dai pasti e dai sonni, ma anche in questo caso vediamo scontrarsi la praticità con le buone maniere per motivi dipendenti dal nostro vivere quotidiano, le ore dei pasti sono le uniche possibili in cui siamo reperibili e possiamo viceversa trovare chi desideriamo. Evitate di interrompere il lavoro di altre persone con telefonate inutili, ma se ciò accade non trattenete mai nessuno per più di un paio di minuti se non volete sentirvi rispondere con freddezza e distacco. Al telefono siate brevi e concisi come dovrete esserlo nello scrivere, anche se i motivi sono diversi. Se nelle lettere la stringatezza vi evita eventuali errori di grammatica o sintassi, telefonicamente la brevità sarà apprezzata perché non annoia l'interlocutore, economicamente è meno dispendiosa per chi chiama sopratutto in interurbana e sarà senz'altro gradita da colui che cerca invano di inserirsi in uno dei due numeri. Assolutamente sbagliato rivolgersi alla compagnia telefonica per sbloccare una telefonata altrui: vi dimostrerete solamente arroganti ed incivili. Dato che la maggioranza delle telefonate si svolge tra parenti per scambiarsi l'ultimo bollettino medico o tra amici per venire a conoscenza dei più recenti pettegolezzi, oltre a consigliarvi di essere concisi, vi suggeriamo di essere anche sinceri lasciando da parte smancerie e sdolcinature varie che non sono affatto necessarie fra intimi.


Benvenuti nel portale dell'amore e della seduzione oggi è il 24-07-2008
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