Abbiamo già detto come il sonno normalmente sia
caratterizzato da una ridotta attività cerebrale,
da torpore motorio e diminuita sensibilità esterna
e interna. Attività ridotte, ma non abolite;
alcuni stimoli sensoriali possono infatti essere avvertiti
da chi dorme, ed essere tradotti in immagini durante
il sogno. Come già si è accennato, però,
stimoli uguali non inducono immagini e situazioni oniriche
uguali. Un unico stimolo può venire usato variamente
nel sogno, ricevendo interpretazioni diverse attorno
alle quali possono essere costruite le scene più
complesse. Lo stimolo esterno costituisce dunque uno
dei fattori del sogno, ma non è essenziale, venendo
utilizzato dalla scena onirica secondo finalità
proprie.
Va poi detto che esiste un determinato livello di intensità
dello stimolo sensoriale entro cui esso può essere
inserito nel sogno; se lo stimolo diviene troppo forte
provoca il risveglio. Ecco un esempio tipico: un soggetto
che faceva uso al mattino di una sveglia a suoneria,
raccontò un sogno in cui era evidente l'influenza
dovuta agli squilli della sveglia. Egli stava sognando
di passeggiare in campagna, e osservava alcune persone
che si stavano recando verso la chiesa di un villaggio.
A un dato momento dal campanile della chiesa cominciarono
a giungere alcuni rintocchi di campana; i rintocchi
divennero sempre più insistenti e forti, fastidiosi...
e il soggetto si destò mentre la sveglia suonava.
Fino a un certo punto, dunque, il sogno riesce ad utilizzare
lo stimolo, evitando il risveglio; ma se lo stimolo
è troppo insistente, l'equilibrio si rompe e
il risveglio è inevitabile. Il sogno è
perciò una specie di guardiano del sonno e cerca
di garantirne la prosecuzione contro qualsiasi fastidio
esterno. E’ veramente incredibile inoltre la rapidità
con cui il sogno cambia la propria "sceneggiatura"
per farvi rientrare ogni nuovo fattore. A proposito
di tale rapidità, è interessante vedere
come, non solo il sogno può modificarsi per accettare
un nuovo stimolo, ma come possa addirittura svilupparsi
un sogno basato su una sensazione esterna. In questi
casi abbiamo la sequenza: Stimolo - Sogno - Risveglio.
Questa è la sequenza oggettiva; ma soggettivamente
lo stimolo appare "durante" il sogno, e non
all'inizio. E’ famoso l'esempio di una persona
che fu svegliata dalla caduta della testiera del letto;
questa, cadendo, andò ad urtargli il collo. Svegliatosi
di soprassalto il soggetto raccontò che stava
sognando di trovarsi in un tribunale del Terrore durante
la Rivoluzione francese; condannato al patibolo veniva
portato verso la ghigliottina, veniva legato dal boia,
la lama scendeva ed egli sentiva la testa staccarsi
dal corpo con un forte dolore; a questo punto si svegliò.
In un breve istante di tempo reale si era così
creato un sogno angoscioso con una durata soggettiva
molto lunga; e lo stimolo vero e proprio (il dolore
sul collo), pur essendo stato la causa dell'intero sogno,
interveniva solo alla fine (la lama della ghigliottina
che cadeva). Non esiste ancora una spiegazione chiara
di questo fenomeno, anche se è stata avanzata
l'ipotesi che nella nostra mente esista una specie di
"archivio di storie e sceneggiature" che possono
venire utilizzate con estrema rapidità ogni volta
che un forte stimolo esterno giunge a turbare il sonno.
Abbiamo così un altro dato interessante riguardo
alla durata oggettiva dei sogni: essa è variabile,
indipendentemente dalla lunghezza della scena onirica
vissuta soggettivamente. Alle volte, cioè, il
ritmo della scena del sogno segue il tempo reale (un'azione
che nel sogno dura dieci minuti, ad esempio, si svolge
effettivamente in un arco di dieci minuti di sonno).
In altri casi il tempo reale è molto più
breve di quello vissuto nel sogno (in pochi secondi
di sonno possiamo vivere situazioni oniriche che sembrano
durare per ore). Resta da sottolineare un'ultima cosa
che è stata uno dei pilastri nella creazione
del metodo di indagine psicoanalitico, e cioè
che il sogno costituisce una forma particolare di attività
psichica. In altri termini, il sogno non si forma solamente
in seguito a stimoli sensoriali o sulla base di frammenti
di ricordi della vita vigile (i cosiddetti "resti
diurni"); il sogno permette anche la manifestazione
di veri e propri pensieri che non sono riusciti a svilupparsi
durante la veglia. E non si tratta di pensieri secondari,
o senza importanza, ma di pensieri che, durante il giorno
sono stati inibiti e imprigionati nell'inconscio. Durante
il sonno, venendo meno l'attività di controllo
da parte della coscienza, tali pensieri possono manifestarsi,
anche se, come vedremo tra breve, mascherati da una
simbologia del tutto particolare.