L'opinione comune identifica la chiromanzia con l’interpretazione
delle linee, dei rilievi e dei segni presenti sul palmo
della mano. Qualcuno, più attento o edotto in
materia, aggiunge a questo la forma delle dita e della
mano, le proporzioni, il colore. Ma si può andare
oltre, soffermandosi anche sugli atteggiamenti, il modo
di porgere la mano, di stringerla, sulla sua consistenza,
la sua temperatura. Procedendo com'è logico dal
generale al particolare, la chiromanzia comincia dunque
da qui, dall'esame generale della mano, riservandosi
un tuffo nel dettaglio solo in un secondo tempo.

La
stretta di mano
Forse il consultante non lo sa, ma nella posizione in
cui porge la mano, nella durata e intensità della
stretta, è già racchiusa buona parte del
suo temperamento. Quando si tratta di interrogare l'arcano,
mettendo a nudo la propria personalità e i propri
sogni, la mano, o meglio la maniera di porla e di stringerla,
nel primo, iniziale atto di saluto, è uno dei
più chiari biglietti da visita che il consultante
potrebbe esibire. Non occorre certo scomodare la psicologia
né la decodificazione del linguaggio del corpo
per accorgersene. Già l'intuito permette di sentire,
attraverso il calore, l'intensità e la durata
della stretta e l'abbandono della mano, la disponibilità
e la fiducia che il consultante è disposto ad
accordare al chiromante.
•
Se la mano viene presentala aperta e il gesto è
sottolineato da un sorriso non ci saranno problemi:
il soggetto è estroverso, generoso, appassionato
e non oppone alcuna resistenza a lasciarsi scandagliare
nell'intimo. Ha deciso di fidarsi completamente e non
teme il giudizio del chiromante né tantomeno
eventuali indiscrezioni. Inoltre è ben consapevole
del fatto che, per quanto i lati oscuri della sua personalità
che emergeranno nel corso della seduta potranno rivelarsi
spiacevoli, il prenderne atto per poterli meglio controllare
ed eventualmente risolvere sarà comunque positivo.
•
Se il soggetto stringe la mano senza energia, porgendola
quasi controvoglia e ritirandola subito dopo, o se si
limita a sfiorare le dita con un gesto furtivo, come
se scottassero, si tratta senza dubbio di un individuo
sfuggente, indeciso, sospettoso. Giunto di fronte a
un nodo difficile della propria esistenza, è
combattuto fra il desiderio di scioglierlo, di liberarsene
e la paura di quello che accadrà dopo. Il temperamento
timido e indeciso, dotato di scarsa volontà,
non gli consente di affrontare nulla di petto. Questo
tipo di consultante, ansioso e diffidente, interiormente
ricco ma tormentato, va trattato con i guanti. Basta
infatti una parola di troppo, una leggera indelicatezza,
per vederlo immediatamente innervosirsi e ritrarsi,
compromettendo irrimediabilmente il già precario
ma indispensabile rapporto di fiducia e di abbandono.
•
Se il consultante nel salutare, evita completamente
di stringere la mano, può dare adito a due ipotesi
contrastanti: può trattarsi di un temperamento
profondamente insicuro, spaventato da qualsiasi imprevisto,
novità o rapporto oppure, al contrario, di una
persona eccessivamente sicura di sé, convinta
della propria superiorità e quindi poco disposta
ad offrire un approccio che di solito si limita soltanto
a contraccambiare.
Il
colore
La medicina cinese insegna come la colorazione della
pelle, influenzata dall'equilibrio dei cinque elementi
cosmici e dalle condizioni degli organi interni, possa
rivelarsi un prezioso strumento diagnostico di eventuali
eccessi o carenze. Solo a un buon equilibrio fisico,
vale a dire a un corretto sistema di vita e a una dieta
ben calibrata, fa riscontro, infatti, una perfetta sintonia
con il proprio sé e con il mondo circostante.
Il rosa è la colorazione naturale della epidermide,
quindi solo una pelle rosata può essere considerata
indice di un perfetto equilibrio fisico e interiore,
libero da disarmonie e quindi da patologie in agguato.
Questo vale, naturalmente, anche per la mano.
• Mano rosata: calma e benevolenza, equilibrio
interiore, buona salute e ottimo carattere.
• Rosea tendente al rosso: impulsività,
coraggio, forza fisica.
• Rossa: brutalità, collera, permalosità,
orgoglio eccessivo e dannoso.
• Bianca: freddezza, egoismo, apatia, fatalismo,
distacco; possibile linfatismo.
• Pallida: insicurezza, sensibilità, egocentrismo.
Carenza di energia; il soggetto ha salute cagionevole.
• Gialla: grettezza, avidità, chiusura
mentale.
• Verdastra: facilità ad adirarsi, cattiva
salute, disturbi visivi.
La
temperatura
Caldo e freddo, due attributi che, passando attraverso
l'esperienza sensibile, la sensazione corporea, hanno
finito per caratterizzare anche uno stato psichico.
Si definisce calda una persona generosa, aperta, simpatica
fino ai limiti della passionalità e dell'irritabilità,
mentre l'epiteto di "freddo" è riservato
all'individuo introverso, poco partecipativo, impassibile
di fronte a ogni evenienza. In chiromanzia la freddezza
interiore coincide di solito con quella della mano,
mentre a una pelle calda, specialmente se secca, fa
riscontro un carattere altrettanto appassionato. Questo,
ovviamente, a prescindere dai fattori ambientali. Per
poter classificare correttamente la temperatura e l'umidità
del palmo, occorre quindi aver modo di esaminarla in
un ambiente chiuso, non eccessivamente umido, dove la
temperatura sia mantenuta a un livello moderato e costante.
• Mano calda: generosità, estroversione,
calore umano.
• Eccessivamente calda: collera, orgoglio, presunzione,
un tocco di esibizionismo.
• Fredda: malinconia, sensibilità morbosa,
riservatezza.
• Eccessivamente fredda : egoismo estremo, passioni
inconfessate.
• Umida: apatia, mancanza d'interessi, impressionabilità,
pigrizia, scarsa attività fìsica, linfatismo,
salute malferma.
• Troppo umida: ipocrisia, ambiguità, emotività
eccessiva, passionalità sfrenata.
• Secca: carattere introverso, impulsivo, nervoso;
tendenza all'emicrania.