La mano come supporto dei poteri paranormali
La
mano, nel complicato intreccio di linee, segni, punti,
può essere paragonata a un rebus, a una frase
crittografata tutta da decodificare. È ormai
noto che buona parte del nostro cervello non viene comunemente
utilizzata. Similmente, ci sono quasi del tutto ignote
le funzioni dell'epifisi o ghiandola pineale, probabilmente
connessa con il cosiddetto sesto senso, ovvero tutti
quei fenomeni che sfuggono agli altri cinque, oggetto
di studio di una scienza ancora osteggiatane attualmente
in via di espansione: la parapsicologia, scienza del
paranormale, di cui anche la lettura della mano è
parte integrante. L'attività cerebrale consiste
in una regolare emissione di onde elettriche di diversa
frequenza, comunemente evidenziabili per mezzo di un
elettroencefalografo. Quelle che ci interessano in questo
contesto sono soltanto due: le onde beta, la frequenza
della veglia, e le onde alfa, caratteristiche dello
stato di dormiveglia, dell'estremo rilassamento, della
meditazione e di tutti quei fenomeni di alterazione
di coscienza fra cui la chiaroveggenza e la precognizione,
ingredienti indispensabili netta lettura della mano.
Che si utilizzino le linee palmari o le carte, la sfera
di cristallo o i fondi di caffè, infatti, è
indispensabile saper entrare in questo particolare stato
di coscienza, perché solo in questo stato diviene
possibile trascendere i comuni schemi spazio-temporali
e attingere ai materiali dell'inconscio collettivo,
dove è contenuta una traccia di tutto ciò
che è stato, e che sarà.

Le linee della mano, la sua forma, il suo colore si
trasformano così in una sorta di rotaia, di aiuto,
abbandonandosi al quale tutto diviene più facile:
imbrigliata la razionalità sempre suscettibile
di errori, imbavagliato il pensiero cosciente, si raggiunge
finalmente la percezione extrasensoriale che consente
di leggere nel cuore del consultante e fra le pieghe
del suo futuro. Ma se è vero che tutti possono
ottenere fenomeni paranormali di chiaroveggenza o di
precognizione, spontanei o sostenuti dall'appoggio delle
mantiche, fra le quali, appunto, la lettura della mano,
è altrettanto vero che non tutti sono dotati
di queste capacità in ugual misura. Esistono
persone per le quali estrinsecare le facoltà
extrapercettive, prendere fra le proprie la mano di
qualcuno e vedervi riflessa tutta la sua personalità
e la sua vita, è un gioco semplicissimo. Per
altri invece si tratta di una facoltà indubbiamente
presente, ma sopita, da risvegliare gradualmente e con
un certo impegno, attraverso esercizi quotidiani di
respirazione controllata, visualizzazione, medilazione.
Per raggiungere lo stato ottimale di rilassamento, al
riparo dall'ansia e dal rischio di proiettare i vostri
desideri e le vostre paure sul consultante, non tralasciate
mai di praticare qualche ciclo di respirazione controllata
prima di ogni consulto. Per far questo inspirate lentamente,
dolcemente attraverso il naso, contando mentalmente
fino a quattro, in modo tale da gonfiare prima l'addome
e solo in un secondo tempo il torace. Trattenete il
respiro continuando a contare, uno, due, tre, quattro,
quindi iniziate a espellere lentissimamente il fiato
attraverso la bocca. Rimanete un paio di secondi vuoti
d'aria e ricominciate il ciclo, inspirando di nuovo
attraverso le narici. Visualizzate ora, cercando di
ricostruirla attraverso gli occhi della mente, un 'onda
azzurra che lentamente vi percorre dalla testa ai piedi
e nella sua corsa vi ripulisce di ogni ansia, stanchezza,
pensiero molesto. Dovete sentirvi completamente aperti,
rilassati, disponibili a qualsiasi esperienza, a qualsiasi
sensazione: è questo lo stato mentale più
consono a una lettura della mano serena, disinteressata,
libera da quei vincolanti meccanismi di proiezione o
dall'inconscia ricerca di conferme che rischierebbero
di invalidare anche il responso più attendibile.