Come sentenziava il filosofo greco Eraclito, nulla si
crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Nel corso
della nostra esistenza, quindi, anche la mano, come
tutte le altre cose, non rimane invariata ma subisce
innumerevoli, silenziose modificazioni. Segue e riflette
il nostro cammino, la nascita, gli studi, la professione,
l'amore, i figli. Ci accompagna per tutta la vita, attraverso
le gioie, le lotte, le esperienze che tutti viviamo,
fino all'ultimo passaggio, la morte, l'ultima esperienza
che apre il varco verso una nuova dimensione. Via via
che gli eventi si succedono, la mano, come un modernissimo
computer antico di millenni, li registra o li cancella,
conseguentemente alla loro importanza e alla loro reversibilità.
Tanto per fare un esempio, quando una malattia viene
definitivamente superata, i due tronconi spezzati della
linea della vita si riuniscono, i punti rossi o bluastri
scompaiono, le croci si trasformano in linee.
L'isola che si forma sulla linea di Saturno, quando
il soggetto sta vivendo un amore, sparisce se questo
termina e si muta in un ramo che tocca la linea del
cuore.

La linea della testa si allunga e si perfeziona con
l'aumento della cultura e l'approfondimento degli studi,
la linea dell'intuizione con la ricerca occulta, la
linea del cuore con lo sforzo verso l'altruismo e l'amore
verso qualcuno.
Nulla è immutabile, dunque, tutto si trasforma,
fuori e dentro di noi. Spetterà a ciascuno il
compito di trasformare se stesso per il meglio, secondo
una direzione sempre evolutiva, condizione primaria
per poter modificare anche ciò che sta al di
fuori: l'ambiente, gli eventi, gli altri.
Il fine del nostro vivere è racchiuso essenzialmente
in questo: saper vivere bene, con serenità, facendo
tesoro di ogni esperienza, di ogni evento che si verifica.
Sappiamo che le malattie, gli incidenti, gli accadimenti
negativi sono sempre soltanto il frutto di un comportamento
non armonioso, di uno squilibrio o di una testarda opposizione
alle leggi naturali e interiori.
Lo studio della mano, così come quello delle
stelle e di tutti i segni occulti che troppo spesso
rifiutiamo di comprendere, esercita sempre una funzione
di guida, di ammonimento.
Il resto, la fatica di vivere, spetterà sempre
soltanto a noi.