Sei un vero chiromante?
La predisposizione all'occulto, l'innata sensitività
che ciascuno di noi farebbe bene a coltivare, è
già scritta in ogni caso nell 'alfabeto delle
stelle e nelle linee della mano. Le ricerche di laboratorio
finora effettuate tratteggiano la figura ottimale del
sensitivo come un individuo sensibile e aperto, duttile
e fantasioso; una persona capace di rilassarsi, di immaginare,
di sentire e di ricordare i propri sogni; un fruitore,
quindi, dell'emisfero destro del cervello. L'astrologia,
attribuisce una particolare sensitività ai tre
segni d'acqua, Cancro, Scorpione e Pesci, segni che
predispongono alla sensibilità, all'emotività,
al sogno. Soprattutto quando in questi segni, oltre
al Sole, si trovano anche l'ascendente Mercurio, la
Luna e Nettuno, tutti pianeti connessi con la sfera
psichica del pensiero e dell'intuizione.
E ora, occhio alle mani: nella mano del sensitivo spicca
fra le altre la cosiddetta linea dell'intuizione ovvero
quell'arco che partendo dal rilievo situato sotto al
mignolo, il monte di Mercurio, termina sull’ipotenar.
Spesso tale configurazione è accompagnata da
dita lunghe, dalla prima falange del medio particolarmente
sviluppata, dall'indice inclinato verso il medio o da
un anulare e un mignolo ben distanziati. Similmente,
un triangolo formato dalla biforcazione della linea
della salute nel punto in cui incontra quella della
testa, un triangolo collocato sul monte di Saturno,
o un anello circolare alla base del dito indice, nonché
una moltitudine di lineette variamente disposte sul
monte della Luna, rappresentano altrettanti fattori
di predisposizione allo sviluppo della sensitività
applicata.

La
preparazione dell’ambiente e il relax fisico
Scegliete per le vostre consultazioni un ambiente tranquillo
e rilassante. Colori chiari e qualche fiore gli conferiranno
un'impronta di piacevolezza. E’ buona norma accendere
nella stanza, poco prima del consulto, un bastoncino
di incenso o sandalo che favorisce la concentrazione
e armonizza le energie sottili del chiromante e del
suo cliente. Rilassatevi il più possibile visualizzando
un'onda azzurra che vi circonda e vi percorre ripulendovi
di ogni ansia, sentimento, emozione, che rischiereste
altrimenti di proiettare sul consultante. Evitate l’illuminazione
artificiale che altera la percezione dei segni e delle
linee; la luce non deve mai risultare troppo viva né
provenire frontalmente.
A questo punto farete accomodare il consultante di fianco
o di fronte a voi, secondo le vostre preferenze personali.
Tenete comunque presente che la lettura della mano è
una faccenda estremamente delicata che implica una responsabilità
da non sottovalutare e che va quindi condotta con serietà,
tatto e con la massima discrezione, in forma strettamente
privata. L'analisi non deve mai essere usata per divertire,
sedurre, guadagnare potere sugli altri. Obiettività
e onestà, unite a una certa serenità di
fondo, rappresentano i prerequisiti necessari in assenza
dei quali è preferibile rinunciare allo studio
di questa disciplina. Un chiromante equilibrato non
si limiterà a enunciare gli aspetti positivi
della mano ma dovrà, se lo ritiene pronto, rendere
il consultante consapevole, oltre che dei suoi talenti
e delle gioie che lo attendono, anche delle aree oscure
e conflittuali della sua personalità, dei pericoli,
delle eventuali difficili prove cui sarà sottoposto
dagli eventi. Un'analisi accurata del destino, pur con
la doverosa coscienza di quanto il margine di intervento
sul fato concesso all'uomo sia ristretto, deve trasformarsi
in uno strumento prezioso di conoscenza di sé,
in uno stimolo a migliorarsi interiormente e a rafforzarsi
di fronte al destino. Anche la malattia, di cui l'assetto
palmare costituisce un efficace rivelatore, può
essere prevenuta ed evitata grazie alla lettura della
mano. Tutto quanto di negativo può accadere nel
corso di un'esistenza è comunque dotato di un
necessario risvolto positivo. Non trascurate di rammentare
questo principio al consultante preoccupato per una
previsione infausta o al contrario eccessivamente inorgoglito
dal riscontro chiromantico delle sue doti: nulla è
immutabile, al male succede sempre il bene, il bene
può iniziare in qualsiasi momento a trasformarsi
in male. Ogni chiromante, rivestendo almeno parzialmente
i variegati ruoli di psicologo, medico, sacerdote, padre,
ha la facoltà di regalare molto al proprio cliente
già con una semplice consultazione: un consiglio,
un avvertimento, una diagnosi, una speranza. Il segreto
sta tutto nel dosare il positivo e il negativo che necessariamente
emergeranno dall'esame, nell'offrire una via d'uscita
per ogni problema che si profila, un talento per ogni
difetto che si evidenzia, una promessa di gioia in un
determinato settore dell'esistenza per ogni dolore annunciato
in un altro. Ma soprattutto il chiromante deve saper
mettere il consultante in condizione di continuare da
solo il proprio cammino, prevenendo eventuali situazioni
di dipendenze e innescando quel processo di introspezione
e di analisi obiettiva degli eventi che il consultante
impara gradualmente a far proprio e che già spesso
a livello inconscio conosce. Questi presupposti lasciano
intendere come la scelta di andare a farsi leggere la
mano, vale a dire di porsi di fronte al proprio sé
e al proprio futuro, possa inizialmente generare nel
consultante ansie e problemi. Mantenendovi sempre consapevoli
del privilegio e della responsabilità che egli
vi offre affidandosi a voi, cercate perciò di
metterlo a proprio agio, aiutandolo a rilassarsi, rassicurandolo
e ponendovi il più possibile sulla sua stessa
frequenza vibratoria. Prima di dare inizio all'esame
vero e proprio, chiedetegli se abbia mai fatto ricorso
in precedenza alle arti divinatorie. Spiegategli che
le linee della mano definiscono più di sovente
tendenze ed eventualità che non fatti precisi,
determinati solo dal concorso di più segni significatori
e che, in relazione al verifìcarsi di piccoli
o grandi eventi, possono modificarsi già nel
giro di qualche settimana. Informatevi con discrezione
sulla sua età e sulla sua attuale situazione
ma soprattutto osservatelo nel suo atteggiamento, nella
sua espressione da cui potrete già trarre le
prime preziose informazioni. Non trascurate inoltre
di domandargli se sia destrimano o mancino perché,
sebbene l’esame verta necessariamente su entrambe
le mani messe a confronto, la tradizione considera la
mano passiva come mappa delle tendenze e delle potenzialità
e quella attiva come espressione della loro realizzazione.
Prendete fra le vostre le mani del vostro consultante,
stringetegliele per qualche istante a occhi chiusi concentrando
su di esse tutte le vostre energie mentali, quindi iniziate
a osservarle con la massima attenzione. Rilevate con
la punta delle dita contorni e rilievi, saggiatene la
consistenza, l'umidità, la temperatura, la villosità.
Studiate una per una le dita, la loro forma, la loro
attaccatura, la loro elasticità. Soffermatevi
sulle unghie, considerandone dimensioni e colore. Solo
a questo punto, esaurita l'analisi della mano nella
sua struttura complessiva, potrete passare, aiutandovi
con una lente d'ingrandimento, allo studio più
minuzioso dei rilievi e delle linee, a partire dai monti
e dalle linee principali per poi approdare alle secondarie,
ai rami, ai segni modificatoli, in una globalità
che esige l’amalgama di ogni signolo elemento
e il continuo confronto di entrambe le mani. Il complesso
reticolo delle linee e dei segni palmari, occorre ribadirlo,
qualora ritorni a presentarsi più volte attraverso
segni diversi e in entrambe le mani, può far
supporre di trovarsi di fronte a un fatto che si verificherà
certamente e che richiederà una serena accettazione
oppure una ragionevole determinata opposizione. Proprio
per questo molti chiromanti preferiscono rinunciare
a un responso immediato al fine di poter studiare in
seguito la peculiarità della mano esaminata,
preparandosi a una sintesi delicata e obiettiva. Dopo
il primo esame generale, essi sono perciò soliti
fotografare la mano oppure prenderne il calco. Il metodo
più semplice ed efficace consiste nel prendere
delle impronte. Saranno sufficienti un foglio di gommapiuma,
un rullo di gomma di circa dieci centimetri, inchiostro
nero lavabile, carta da disegno di buona qualità,
linoleum o carta di giornale per eliminare l'inchiostro
in eccesso. Stendete innanzitutto il foglio di carta
sulla gommapiuma; inchiostrate il rullo ed eliminate
gli eccessi di inchiostro facendolo passare sul linoleum.
Inchiostrate entrambi i palmi del soggetto in esame
velandoli leggermente e fategli quindi appoggiare le
mani sulla carta, riservando particolare cura al centro
e alle zone contrassegnate dai monti e facendo attenzione
adevitare sbavature o immagini mosse. Terminate corredando
il calco di nome, data di nascita del consultante, data
dell'esame chiromantico e delle doverose annotazioni
circa la forma e la struttura della mano in generale.
Le
sette regole di base della chiromanzia
1. Curare
che la mano in esame sia ben pulita e libera da magnetismo.
Si toglieranno perciò anelli e bracciali almeno
un'ora prima del consulto.
2.
Cospargere, per una lettura più chiara, il palmo
con un velo d'albume che, seccandosi, cancella i falsi
segni ed evidenzia quelli essenziali.
3.
Procedere in maniera tale che la mano risulti illuminata
da una luce proveniente dall'alto mentre l'ambiente
permane in penombra.
4.
Il chiromante deve proteggere gli occhi dalla luce diretta
e soprattutto evitare di fissare lo sguardo in quello
del consultante.
5.
E’ sconsigliata la lettura della mano fatta per
se stessi, sempre viziata da meccanismi psicologici
protettivi e di difesa.
6.
Evitare di leggere o di farsi leggere la mano quando
si è eccessivamente stanchi, angosciati, turbati
o durante il periodo mestruale.
7.
La tradizione vieta l'esame chiromantico durante il
settimo anno di vita e in tutti i successivi multipli
di sette, anni in cui la mano, per effetto degli astri
che la dominano, subirebbe sconvolgimenti e profonde
modificazioni prima di raggiungere un nuovo e stabile
assetto.