La parola giapponese shiatsu significa letteralmente "pressione
con il pollice (o con le dita): una pressione che, esercitata
sulla cute, cura, mantiene o migliora lo stato di salute.
Lo shiatsu può però considerarsi qualche
cosa di più che il trattamento di malattie specifiche
o l’agevolazione del processo di rilassamento del
corpo; è spiritualità, e filosofia, è
benessere fisico, è un modo di vicere.
Come l'agopuntura e l'agopressione, anche lo shiatsu è
considerato spesso da chi vive in Occidente come una tecnica
di intervento sulle malattie piuttosto "misteriosa",
quasi magica e quindi priva di fondamento scientifico.
Chi invece ha modo di conoscere la cultura orientale (e
quindi anche il suo '"sapere" in campo medico)
con un atteggiamento aperto, non tarda a rendersi conto
che lo shiatsu agisce sulla base di conoscenze solidificate
nel corso del tempo. Queste conoscenze non sempre coincidono
con quelle conseguite dalla nostra cultura, ma sono il
frutto di un modo di interpretare la realtà e di
conseguenza di agire che possono essere utilizzate con
ottimi risultati da tutti.
Dalla medicina tradizionale cinese lo shiatsu ha ereditato
la visione dei fenomeni naturali e la capacità
di affrontare la malattia, la quale è sintomo di
uno squilibrio che coinvolge l'individuo nella sua totalità
e quindi il suo stile di vita, l'insieme delle sue abitudini
e dei suoi atteggiamenti. Nei mondo orientale l'individuo
è visto come un microcosmo, un concentrato di energia
che si manifesta come alternanza di due movimenti opposti
e complementari: yin (negativo) e yang (positivo). La
presenza di uno non esiste senza il suo contrario e nell'uno
ci sono i germi dell'altro: gioia e dolore, sofferenza
e piacere, azione e riposo, amore e odio... Yin, simboleggiato
dall'acqua, è stato di riposo, ma anche di potenzialità
energetica, capace di adattarsi a ogni forma. Yang è,
al contrario, attività e azione, potenzialità
energetica già espressa: il suo simbolo è
il fuoco, instabile e proiettato verso l'alto.
MERIDIANI
ED ENERGIA
L'energia si diffonde nel corpo seguendo dei tracciati,
individuati dai terapeuti nel corso del tempo, chiamati
da alcuni canali e da altri meridiani, collegati tra
di loro e in relazione stretta con gli organi vitali.
L'energia percorre, sia in superficie sia all'interno,
il corpo di ciascuni essere umano e ne costituisce la
struttura vitale: non si identifica con la circolazione
del sangue o con il sistema nervoso, ma è in
stretta relazione con essi e con le funzioni di tutti
gli apparati. Il tessuto epiteliale è connesso
a sua volta al funzionamento dei diversi apparati e
degli organi interni quali il cuore, il fegato o i polmoni.
Secondo alcuni medici giapponesi è possibile
individuare sulla superficie del corpo i punti cutanei,
chiamati tsubo, lungo i quali passano i meridiani energetici
e che sono in relazione con i diversi organi interni.
La capacità di individuare gli tsubo, di riconoscerne
la condizione e di intervenire su di essi con la semplice
pressione manuale sta alla base della terapia shiatsu,
la quale si configura come un insieme di diagnosi e
di trattamento.
SQUILIBRIO
E MALATTIA
La malattia secondo la tradizione orientale altro non
è che il blocco o lo squilibrio dell'energia
in una o più parti del corpo. Quando l'energia
vitale viene a mancare, è necessario tonificare
il meridiano debole; quando invece l'energia è
in eccesso diventa indispensabile calmare il meridiano
iperattivo e ripristinare uno stato di equilibrio. Per
comprendere meglio le potenzialità dello shiatsu,
e soprattutto per praticarlo, è perciò
indispensabile imparare sia a riconoscere il reticolo
energetico di cui ciascun individuo è composto,
sia a individuare i punti in cui ''si riflettono"
gli organi interni. Tali punti infatti non si trovano
sempre in prossimità degli stessi organi, ma
spesso sono lontani da essi. Ciò spiega per esempio
perché a volte il terapista shiatsu per eliminare
i dolori alla testa, esercita la pressione delle dita
su braccia e gambe, oppure perché stimola tsubo
presenti sul capo intendendo eliminare i dolori provocati
dalle emorroidi.
LA
PRESSIONE
A differenza del massaggio più classico, che
prevede l'uso di movimenti fluidi, di sfioramenti e
di manipolazioni, lo shiatsu per tonificare o calmare
gli tsubo utilizza la pressione delle palme o delle
dita delle mani, in qualche caso dei gomiti, delle ginocchia
e dei piedi. La pressione delle dita non consente solo
di modificare lo stato del paziente ma anche di individuare
la presenza o l'assenza di energia in un punto preciso
del corpo. Diagnosi e terapia possono addirittura coincidere
se chi pratica shiatsu ha maturato, attraverso l'esperienza,
la capacità di individuare gli stati di equilibrio
dell'energia. Per ristrutturare il campo energetico
del corpo possono essere usate delle tecniche tonificanti,
che stimolano, e delle tecniche calmanti, che riducono
l'energia circolante.
Lo shiatsu rappresenta un mezzo importante per il raggiungimento
della salute. Si dimostrerà però insufficiente
se non si modifica anche il proprio stile di vita e
non ci si pone nell'ottica di ricercare da soli il significato
dei propri problemi.
I
CHAKRA, L'AURA E IL KI
Con il termine di aura si intende il corpo astrale di
ciascun individuo; essa ha la funzione di emettere o
ricevere l'energia vitale, il ki. Mediante l'aura noi
percepiamo l’umore e le vibrazioni emesse da un'altra
persona.
I chakra sono punti dell'aura che ricevono e trasmettono
l'energia ki tra il corpo fisico e l'aura.
Sono sette e sono localizzati lungo la colonna vertebrale
e la testa.
Inizialmente, è piuttosto difficile identificare
energie come i chakra, l'aura e il flusso ki in un meridiano
poiché esse non sono direttamente percepibili
dai nostri cinque sensi.
Per poterlo fare è indispensabile sviluppare
il senso dell'intuizione attraverso la pratica dello
shiatsu, dello yoga, della meditazione, dI una corretta
respirazione... Si tratta di scoprire il legame che
esiste in una persona tra il livello non sensoriale
e quello sensoriale, rappresentato dal sistema nervoso.
La pratica dello shiatsu determina una risposta del
sistema nervoso provocando una modificazione nei chakra
e nei meridiani. Come risposta all'energia di cambiamento
nei chakra e nei meridiani, il sistema nervoso a sua
volta muta la risposta della pelle allo stimolo. È
proprio questo adattamento della pelle che permette
di capire i mutamenti dei sistemi invisibili di energia.
IL
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO E L'ENERGIA DEL CORPO
II sistema nervoso autonomo controlla tutte quelle funzioni
del corpo che non dipendono dalla volontà del
soggetto e, a sua volta, si suddivide in due sistemi:
- il sistema nervoso parasimpatico, legato soprattutto
ai processi più profondi dell'organismo;
- il sistema nervoso ortosimpatico, legato alle stimolazioni
riguardanti la superficie corporea.
L'energia del corpo lavora in accordo col sistema nervoso
autonomo. Quando il corpo risente maggiormente dell'influsso
del sistema parasimpatico, l'energia scorre in tutti
i sistemi che compongono il nostro organismo, mentre
sotto l'influenza di quello ortosimpatico l'energia
si concentra di più in una sola area del corpo.
Se i punti da trattare sono scarsi di energia occorre
tener premuti tali punti più a lungo. Non appena
si verifica un afflusso di energia, il terapista percepisce
una leggera carica elettrica lungo il meridiano; se
quindi il punto da trattare è vuoto si tratta
di mantenere la pressione finché vi giunge l'energia.
SPIRITUALITÀ
E COMUNICAZIONE
Il trattamento shiatsu supportato dalla sola tecnica
porterebbe inevitabilmente a una sterile azione meccanica.
Solamente la propria spiritualità - conseguente
alla trasformazione di energie derivanti dalle nostre
esperienze - è in grado di rendere vitale l'attività
del massaggio.
Per eseguire un trattamento shiatsu dobbiamo identificarci
con la persona che massaggiamo, entrare cioè
nel suo corpo e nella sua mente per riuscire a percepire
ciò che sente: la sua sofferenza, la sua gioia,
i suoi desideri, il suo dolore... La comunicazione con
l'altro deve andare al di là della parola; è
fondamentale comprenderne le immaginazioni, le sensazioni,
le reazioni... Quando si stabilisce in tal senso un
rapporto profondo tra due persone, si verifica uno scambio
di energie con il loro contenuto di immagini, forme,
sensazioni.
L'ATLANTE DEI MERIDIANI
IL FLUSSO DELL'ENERGIA
La scienza occidentale, attraverso l'anatomia, ha permesso
al medico di imparare a conoscere, anche nei minimi
dettagli, il corpo umano. Lo specialista è in
grado di distinguere i diversi tessuti che lo compongono,
sa interpretare i meccanismi fisiologici e, il più
delle volte, può osservare direttamente, attraverso
l’uso di strumenti sempre più sofisticati,
il funzionamento degli apparati. Anche se non è
sempre in grado di operare la guarigione da una malattia,
può definire con precisione il reticolo delle
vene o delle arterie, quello delle masse muscolari,
dei tendini e così via. L'osservazione attraverso
la vista, dilatata ormai dai più sofisticati
strumenti elettronici, è alla base delle sue
conoscenze. L’oggetto delle sue attenzioni, è
una realtà fisica ben definita: il corpo fatto
di ossa, di muscoli...
Il sapere orientale, con il suo approccio così
diverso al problema della salute dell'essere umano e
con la sua concezione dell'energia, ne ha ugualmente
tracciato una "mappa", ben diversa da quelle
che riempiono i testi occidentali. Senza dimenticare
la presenza di tutto ciò che si vede, il medico
orientale si è servito, nella sua indagine e
per le sue terapie, soprattutto del tatto, che rappresenta
uno strumento di osservazione prezioso, capace di rivelare
anche ciò che può sfuggire alla vista.
Secondo la medicina cinese tradizionale, ripresa da
quella giapponese e quindi anche dalla maggior parte
deglt specialisti di shiatsu, questa mappa rappresenta
il sistema dei meridiani. Questo sistema consiste di
dodici meridiani principali, corrispondenti ciascuno
a organi fondamentali (polmoni, fegato, cuore...), otto
meridiani supplementari, due dei quali (vaso governatore
e vaso di concezione) importanti come quelli principali
perché toccano organi che non sono percorsi dai
primi dodici. Esistono poi numerosissimi meridiani minori,
più sottili, che completano il reticolo.
La teoria dei meridiani ritiene che lo squilibrio in
un meridiano possa dipendere non solo dal meridiano
stesso, ma anche dall'organo con cui è in corrispondenza.
La disfunzione di un organo d'altra parte può
dipendere da una disarmonia del meridiano in un punto
lontano dall'organo stesso.
Vale la pena sottolineare che non tutti quelli che si
accostano alle terapie di origine orientale e che se
ne servono utilizzano un sistema di rappresentazione
unico. Numerose sono le deviazioni rispetto alla medicina
tradizionale cinese.
GLI ORGANI
La scienza occidentale definisce con precisione le caratteristiche
somatiche di un organo, in pratica il suo aspetto; la
medicina tradizionale cinese invece tende a considerarne
la funzionalità.
Il polmone, per esempio, per un medico occidentale è
definito prima di tutto dalla sua struttura fisica;
per un medico orientale dalle sue funzioni. Questo spiega
perché nel sistema dei meridiani che sta alla
base dello shiatsu sono presenti organi non considerati
dalla scienza occidentale, quale per esempio, il triplice
riscaldatore, mentre mancano riferimenti a organi quali
il pancreas o le ghiandole surrenali.
Gli organi principali sono divisi in due gruppi fondamentali.
Cuore, polmoni, milza, fegato, reni e pericardio hanno
la funzione di produrre, trasformare, regolare e immagazzinare
le sostanze fondamentali alla vita quali il sangue e
l'energia vitale. Vescicola biliare, stomaco, intestino
tenue, intestino crasso, vescica e triplice riscaldatore
sono meridiani che hanno al contrario la funzione di
ricevere, scomporre e assorbire il nutrimento che si
trasforma in sostanze fondamentali, eliminando la parte
non utilizzabile.
Gli organi del primo gruppo sono definiti yin e sono
situati nella parte più interna del corpo. Gli
organi del secondo gruppo sono al contrario definiti
yang e sono posti in superficie. A ogni organo yin ne
corrisponde uno yang; al cuore corrisponde l'intestino
tenue; ai polmoni l'intestino crasso; alla milza lo
stomaco; al fegato la vescicola biliare; ai reni la
vescica; al pericardio il triplice riscaltatore.
I PUNTI DI PRESSIONE
Come abbiamo già avuto modo di spiegare, i meridiani
sono linee di collegamento dei punti fondamentali, chiamati
tsubo, in cui l'energia si manifesta. Quando i punti
energetici si mantengono in uno stato di equilibrio
non esistono problemi per il benessere psicofisico dell'individuo.
Spesso però questo stato di equilibrio viene
a mancare: in alcuni punti energetici si concentra un
eccesso di energia; in altri invece la stessa energia
è in difetto. Ciò è manifestazione
e nello stesso tempo causa di malessere o malattia.
Individuare questi punti e verificare il loro stato
di ipotonia o ipertensione è indispensabile per
chi vuole operare correttamente.
Anche se la loro localizzazione cambia da individuo
a individuo e ciascun terapeuta deve maturare la capacità
di scoprire, attraverso la manipolazione, la loro posizione,
sembra opportuno segnalare di seguito il percorso di
ogni meridiano e i punti fondamentali definiti dalla
medicina tradizionale cinese.
MERIDIANO
DEL POLMONE
Ha inizio nella parte centrale dell'addome. Nel primo
tratto, interno, il flusso di energia scende fino all'intestino
crasso; da qui risale attraverso il diaframma e i polmoni;
tra polmoni e gola emerge in superficie in corrispondenza
della clavicola e scende lungo la parte mediale del
braccio fino al gomito; prosegue quindi sulla parte
anteriore dell'avambraccio e dopo aver superato l'arteria
principale del polso si biforca: un primo tratto termina
nella punta dell'indice, dove incontra il meridiano
dell'intestino crasso; il secondo conclude il suo percorso
sulla punta del pollice.
Mancanza di tensione: porta a disturbi quali l'ansia,
le difficoltà respiratorie, la tendenza all'obesità,
la pesantezza al capo, una certa predisposizione alla
tosse, l'ipersensibilità al freddo e una notevole
carenza di energia. Dal punto di vista psicologico spesso
la mancanza di energia si manifesta con stati di depressione
psichica, ipersensibilità, difficoltà
nei rapporti a livello sociale.
Eccesso di tensione: questa condizione può determinare
tendenza a contrarre raffreddori, dolori alle spalle,
asma, bronchite, ansia e incapacità a rilassarsi.
Sintomi dello squilibrio di energia sono a volte delle
fitte in corrispondenza del pollice, dove il percorso
del meridiano si conclude, la contrazione dei muscoli
del torace oppure ancora la tendenza a sospirare.
La sua funzione primaria è quella di immettere
energia che è fondamentale per la vita aerobica
e per la costruzione dei poteri di difesa dell'organismo.
Secondaria, ma non per questo di minore importanza,
è la sua funzione di eliminazione delle sostanze
tossiche (l'anidride carbonica per esempio), attraverso
l'espirazione. Il polmone viene da tutti considerato
come il punto di partenza dell'energia vitale.
MERIDIANO
DELL'INTESTINO CRASSO
Ha origine nel punto terminale del meridiano dei polmoni
e cioè nella punta del dito indice. Percorre
in superficie la mano lungo il lato radiale dell'indice
e l'avvallamento tra questo dito e il pollice; sempre
in superficie raggiunge il gomito, risalendo il bordo
della parte laterale dell'avambraccio, e giunge alla
sommità della spalla percorrendo il bordo della
parte anteriore del braccio. Qui si divide in due diversi
tracciati: il primo, interno, attraversa i polmoni e
il diaframma per terminare in corrispondenza dell'intestino
crasso; il secondo risale il collo, attraversa la guancia
e si divide a sua volta in un tratto interno che passa
nei denti e nelle gengive inferiori e un tratto esterno
che supera il labbro superiore e termina sul lato opposto
del naso.
Mancanza di tensione: si manifesta spesso con le vie
nasali secche, debolezza bronchiale, disposizione alla
diarrea e ai fenomeni infiammatoli in generale, cattivo
funzionamento del colon. Le persone soggette a una mancanza
di tono nell'energia di questo meridiano sono spesso
di cattivo umore, dimostrano scarsa autonomia e incapacità
di prendere decisioni.
Eccesso di tensione: si può manifestare con cefalea,
riniti e tonsilliti acute, dolori dell'arcata dentale
inferiore, difficoltà circolatorie nella zona
del bacino, emorroidi, diarrea occasionale. Sintomi
evidenti possono essere osservati anche nel volto, che
appare spesso arrossato, e negli occhi, che perdono
la loro luminosità e appaiono spenti. Anche la
tendenza a mangiare troppo e la rigidità dei
muscoli del collo e del braccio sono manifestazioni
legate spesso a uno squilibrio del meridiano.
Il meridiano dell'intestino crasso - da alcuni detto
anche colon - favorisce la funzione polmonare, secerne
ed elimina le scorie e contribuisce a rendere fluida
l'energia che ristagna nel corpo.
MERIDIANO
DELLO STOMACO
Particolarmente complesso, ha inizio accanto al naso
(dove termina un tratto del meridiano dell'intestino
crasso) da cui sale per raggiungere il punto di incontro
di questo con l'occhio (dove incontra il meridiano della
vescica); ridiscende accanto al naso, attraversa le
gengive superiori e risale esternamente lungo la mandibola
dove si divide. Un primo tratto sale esternamente fino
alla fronte passando di fianco all'orecchio, un secondo
scende internamente, attraversa il diaframma, raggiunge
lo stomaco (dove si collega con il meridiano della milza),
passa attraverso l'addome e giunge all'inguine dove
si incontra con il terzo tratto del meridiano proveniente
esternamente dalla mandibola attraverso i collo, il
petto e la superficie dell'addome. Dall'inguine il meridiano
scende fino al ginocchio lungo la parte frontale della
coscia e da lì si divide in due parti: la prima
raggiunge la sommità del piede e si biforca in
due tratti dei quali uno termina sulla punta del secondo
dito del piede e l'altro sul lato interno dell'alluce
(dove incontra il meridiano della milza); la seconda
giunge al terzo dito del piede.
Mancanza di tensione: può provocare digestione
lenta, disturbi gastrici cronici, anoressia, dolori
alle spalle conseguenti a disfunzioni ovariche, scarsa
elasticità muscolare, tendenza a sbadigliare,
a stancarsi facilmente e ad avvertire sensazioni di
freddo nella parte frontale del corpo.
Eccesso di tensione: può determinare bulimia,
cioè eccessivo desiderio di cibo, ma anche anoressia,
vomito, iperacidità gastrica, sete, rigidità
in corrispondenza del plesso solare. Può inoltre
facilitare l'insorgenza di raffreddore, di influenza
o di dolori alla zona cardiaca.
Questo meridiano regola le funzionalità dello
stomaco, dell'esofago e del duodeno nonché il
meccanismo del coito, il ciclo mestruale, l'allattamento
e le funzioni sessuali.
MERIDIANO
DELLA MILZA
Ha origine nella punta interna dell'alluce, percorre
la superficie del piede lungo il suo lato interno e
risale tutta la gamba sempre sulla parte laterale interna.
Entra nell'addome, raggiunge la milza e prosegue fino
allo stomaco dove incontra il meridiano corrispondente.
Si divide quindi in due tratti: uno principale e uno
secondario. Quest'ultimo mantiene un percorso interno
e passando attraverso il diaframma raggiunge il cuore,
dove incontra il meridiano corrispondente. Il tratto
principale invece risale sulla superficie dell'addome
e raggiunge il petto; rientra e raggiunge la gola fino
alla radice della lingua.
Mancanza di tensione: può provocare tendenza
a mangiare in eccesso, perdita di memoria, sonnolenza
ma anche carenza di succhi gastrici, scarsa secrezione
salivare, bocca asciutta e sete. Può inoltre
determinare scarsa disponibilità al movimento
con conseguente circolazione difettosa soprattutto a
carico degli arti inferiori; è spesso causa di
digestione lenta, gengive pallide e dolori alla colonna
vertebrale.
Eccesso di tensione: contribuisce a determinare anoressia,
l'ostilità cioè ad alimentarsi, oppure,
in alcuni casi, la tendenza a mangiare in fretta e fuori
pasto e soprattutto una certa predilezione per i cibi
dolci. Provoca sete, bocca secca, iperacidità,
gastriti di origine nervosa, bulimia, obesità;
pesantezza agli arti inferiori e rigidità a quelli
superiori; cute poco elastica, spalle rigide, schiena
tendenzialmente curva.
Come il pancreas, questo meridiano ha la funzione di
regolare la digestione e i processi enzimatici, di controllare
l'attività della saliva e della bile. Le secrezioni
dell'intestino tenue nonché gli ormoni sessuali
in rapporto a mammelle e ovaie.
MERIDIANO
DEL CUORE
Parte dall'organo corrispondente e si ramifica da subito
in tre diversi tratti, due dei quali completamente interni.
Il primo di questi scende all'intestino tenue attraversando
il diaframma; il secondo sale fino all'occhio passando
vicino alla trachea; il terzo passa per il polmone ed
esce in superficie all'altezza dell'ascella, scende
lungo la parte interna del braccio, del gomito e dell'avambraccio,
passa lungo il palmo della mano e raggiunge la parte
interna della punta del mignolo (dove si collega con
il meridiano dell’intestino tenue).
Mancanza di tensione: provoca in taluni casi assenza
di forza nella parte superiore dell'addome, tensione
al plesso solare, disturbi cardiaci con compromissione
del miocardio. L'ipotensione si rivela spesso attraverso
fitte alla lingua, sudorazione delle palme delle mani,
lingua patinosa, stanchezza. Dal punto di vista psicologico
spesso la mancanza di tono nell'energia di questo meridiano
si manifesta con irrequietezza, timidezza, insicurezza
e quindi scarsa forza di volontà.
Eccesso di tensione: si manifesta a volte con tensione
e rigidità in corrispondenza del torace, irrequietezza
cronica, tensione al plesso solare, irritazione alla
gola, tendenza alla sudorazione delle mani, ipersensibilità
cutanea, dolori alle spalle, digestione difficile, cefalea,
secrezione salivare scarsa. Le persone che sono soggette
a questo tipo di squilibrio energetico si dimostrano
spesso individui molto ostinati e introversi.
Regola la circolazione del sangue e condiziona pertanto
l'organismo in generale. Nella medicina tradizionale
cinese, per mezzo dei cinque sensi e del cervello, governa
le emozioni e non solo la circolazione del sangue. Ha
anche la funzione di adattare all'organismo tutti gli
stimoli che provengono dall'esterno.
MERIDIANO
DELL'INTESTINO TENUE
Parte dalla punta del dito mignolo, percorre in superficie
il bordo laterale esterno della mano e, dopo aver attraversato
il polso, risale la parte posteriore dell'avambraccio
e del braccio; giunto alla spalla si dirige al centro
della parte alta della schiena (dove si collega al vaso
governatore) e si divide quindi in due tratti. Uno scende
internamente al cuore, attraversa il diaframma e lo
stomaco e termina nell'intestino tenue. L'altro tratto
risale lungo il collo, giunge alla guancia e si biforca
in due parti terminali: la prima arriva in prossimità
dell'angolo esterno dell'occhio e termina nell'orecchio;
la seconda raggiunge invece l’angolo interno dell’occhio.
Mancanza di tensione: può manifestarsi con uno
stato di anemia, determinato da difficoltà di
assimilazione del cibo; pesantezza agli arti inferiori,
lombaggine, sciatica, circolazione difettosa, stasi
ematica, appendicite, irregolarità del ciclo
mestruale, dolori alle spalle, emicrania, problemi di
udito e di vista. I soggetti che soffrono di questo
tipo di squilibrio sono a volte in preda a una profonda
tristezza e dimostrano scarsa propensione ai contatti
sociali; sono spesso pedanti, riescono a controllare
le proprie emozioni e manifestano sicura determinazione.
Eccesso di tensione: a sua volta determina digestione
difficile, stipsi, disfunzioni ovariche, dolori alle
spalle, dolori in corrispondenza dell'arcata dentale
superiore. Si manifesta a volte con arrossamento delle
guance, scarsa secrezione salivare, rigidità
a livello del plesso solare, minzione frequente. Dal
punto di vista psicologico lo squilibrio può
determinare irrequietezza e affaticamento.
L'intestino tenue ha la funzione di assorbire il bolo
alimentare, pertanto il suo meridiano condiziona la
funzionalità dell'intero organismo che se ne
nutre.
MERIDIANO
DELLA VESCICA
Inizia nell'angolo interno dell'occhio e attraverso
la fronte raggiunge la sommità della testa; da
qui si diparte per un breve tratto secondario che entra
nel cervello. Il tratto fondamentale, invece, continua
il suo percorso lungo la parte posteriore del capo e,
giunto in prossimità del collo, si divide in
due diversi tratti. Il primo, più interno, si
sviluppa lungo la schiena parallelo alla colonna vertebrale.
Nella regione lombare si dirama a sua volta: un tratto
entra nella regione lombare e raggiunge la vescica passando
attraverso il rene; l'altro prosegue, lungo le natiche
e la parte posteriore della gamba, fino al ginocchio
dove si ricongiunge con il secondo tratto che, esternamente,
giunge dalla spalla scorrendo parallelo al primo. Il
meridiano prosegue lungo il polpaccio, gira intorno
al malleolo e dopo aver percorso la parte laterale esterna
del piede termina sulla punta del quinto dito (dove
si collega con il meridiano del rene).
Mancanza di tensione: si manifesta a volte con sudorazione
notturna e ansietà; può provocare congestione
nasale, pesantezza e dolori agli occhi, cefalea occipitale,
minzione frequente, freddo alla schiena, tendenza a
incurvamento del dorso, disturbi all'utero e infiammazione
dolorosa della vescica urinaria.
Eccesso di tensione: può portare a dolori della
nuca e alle vertebre cervicali e toraciche, tensione
dei muscoli delle spalle, congestione nasale. Può
inoltre provocare infiammazione e disturbi a carico
della vescica e della prostata nonché tensioni
a carico del sistema nervoso vegetativo.
Come quello del rene, il meridiano della vescica controlla
la funzionalità degli organi preposti alla depurazione;
controlla infatti l'eliminazione dell'urina. Le sue
funzioni sono collegate al mesencefalo, che coopera
con gli ormoni surrenali e ipofisari. È collegato
con il sistema neurovegetativo.
MERIDIANO
DEL RENE
Prende avvio sotto il quinto dito del piede; risale
l'arco plantare e, aggirato il malleolo, attraversa
il tallone; percorre quindi in superficie la parte interna
di tutta la gamba fino alla base della colonna vertebrale.
Entra quindi in profondità e raggiunge i reni,
da cui hanno origine due diverse ramificazioni: la prima
raggiunge la vescica, risale alla superfide in prossimità
dell'osso pubico e raggiunge il torace risalendo l'addome;
la seconda sale attraversando il fegato, il diaframma
e i polmoni, raggiunge la gola e termina alla radice
della lingua. Dai polmoni si stacca un tratto secondario
che raggiunge il cuore e si collega con il meridiano
del pericardio.
Mancanza di tensione: si manifesta spesso con cute grigiastra,
secca e poco elastica, fragilità ossea e dei
tessuti cornei, come le unghie, rigidità dei
muscoli del tronco e dell'addome, minzione frequente.
Può determinare circolazione diffettosa nell'addome
e nelle anche, lombalgia, disfunzioni endocrine, insonnia,
squilibri a carico degli organi genitali. Le persone
in cui questo squilibrio è dominante in genere
sono ansiose, irrequiete, abuliche; dimostrano scarsa
capacità di decisione e tendenza al pessimismo.
Eccesso di tensione: si può manifestare con tendenza
a epistassi, pesantezza alla testa, infiammazione alla
gola, ronzio agli orecchi, rigidità del dorso,
predisposizione alle malattie infiammatorie, stanchezza
cronica, vomito, tensione dei muscoli del tronco. Dal
punto di vista psicologico si manifesta spesso con atteggiamenti
di impazienza e di lamentosità, ipersensibilità,
incapacità a prendere decisioni.
IL meridiano del rene regola la funzionalità
del sistema endocrino, disintossica e purifica il sangue
ed evita l'insorgenza dell'acidosi. Attraverso le secrezioni
endocrine regola la resistenza all'affaticamento psichico.
MERIDIANO
DEL PERICARDIO
Ha inizio nel petto, non in un vero e proprio organo,
ma nella membrana che protegge il muscolo cardiaco e
si sviluppa in due tratti fondamentali. Il primo scende
attraverso il diaframma e congiunge le porzioni superiore,
media e inferiore del triplice riscaldatore. Il secondo
tratto attraversa invece il petto ed emerge in superficie
nella zona costale. Sale aggirando la zona ascellare
e si sviluppa lungo la parte interna del braccio, scendendo
fino al palmo della mano Qui un ramo secondario raggiunge
la punta dell'anulare (dove si collega con il meridiano
del triplice riscaldatore) mentre il ramo principale
termina sulla punta del dito medio.
Mancanza di tensione: si manifesta con difficoltà
a deglutire, lingua patinosa, tendenza alle tonsilliti,
squilibri nel funzionamento del cuore, ipotensione arteriosa,
dolori a carico del torace, dello stomaco e del duodeno.
La persona è spesso irrequieta e riesce con difficoltà
a concentrarsi. Soffre anche di insonnia e avverte in
talune situazioni un senso di oppressione al torace.
Eccesso di tensione: si manifesta con cefalea, vertigini,
disturbi circolatori, tensione o dolore a carico dell'addome
e del torace, colite con diarrea o stipsi. Lo squilibrio
si manifesta anche con una elevata emotività,
difficoltà a concentrarsi e irrequietezza durante
il sonno.
Il meridiano del pericardio regola le funzioni circolatorie
legate alle coronarie, ma controlla anche i processi
nutritivi in generale e quelli circolatori.
MERIDIANO
DEL TRIPLICE RISCALDATORE
Inizia sulla punta dell'anulare, percorre il dorso della
mano e tutto il braccio fino a raggiungere la zona posteriore
della spalla, superata la quale entra nel petto sotto
lo sterno. Qui si biforca: una parte attraversa il pericardio
e il diaframma e scende a collegare i riscaldatori superiore,
medio e inferiore; l'altra risale verso la spalla, supera
il collo, raggiunge l'orecchio e si divide ulteriormente.
Il tratto principale penetra all'interno del volto mentre
quello secondario penetra nell'orecchio, ne riemerge
e prosegue fino all'estremità esterna del sopracciglio
(dove si collega con il meridiano della vescicola biliare).
Mancanza di tensione: si manifesta a volte con predisposizione
a riniti e tonsilliti, ipertrofia dei linfonodi cervicali,
maggior sensibilità all'umidità e agli
sbalzi di temperatura (caldo, freddo). Può anche
determinare rigidità e tensione in corrispondenza
del torace e dell'addome con stasi di liquidi, aumentata
pressione arteriosa, cefalea occipitale e temporale,
alterazioni a carico delle vertebre cervicali. L'ipotensione
si manifesta inoltre con pesantezza al capo e vertigini.
Eccesso di tensione: condizione che può provocare
tensione oppure dolore in corrispondenza del collo,
delle spalle, degli arti superiori, del torace o della
nuca: infiammazione dei linfonodi o della mucosa nasale
nonché delle gengive o della bocca in generale
e ancora dell'utero; circolazione difettosa negli arti
inferiori, eruzioni cutanee. Si manifesta inoltre con
irritabilità e senso di oppressione al torace,
allo stomaco e al bacino.
Le funzioni di questo meridiano; da alcuni chiamato
anche del triplice focolare o del triplice apporto di
calore, si integrano con quelle del meridiano dell'intestino
tenue. Il focolare superiore è collegato al torace,
quello medio al plesso solare e quello inferiore al
peritoneo e agli arti.
MERIDIANO
DELLA VESCICOLA BILIARE
Parte dall'angolo esterno dell'occhio e segue inizialmente
un doppio tracciato, uno esterno e l'altro interno.
Il primo disegna uno zig zag sulla parte laterale del
capo, gira intorno all'orecchio e raggiunge la spalla;
supera anteriormente la zona ascellare e scende lateralmente
lungo la gabbia toracica terminando in prossimità
dell’anca. Il tratto interno invece, attraversa
la guancia, il collo, il petto e il fegato per raggiungere
la vescicola biliare; scende ancora ed emerge in superficie
in prossimità dell'anca dove si ricongiunge con
il primo tratto. Il meridiano, ora unico, prosegue sulla
parte esterna della gamba e raggiunge la caviglia dove
si divide ancora in due rami: uno raggiunge la punta
dell'alluce (dove si collega con il meridiano del fegato)
e l'altro termina sulla punta del quarto dito.
Mancanza di tensione: si può manifestare con
stanchezza agli occhi, agli arti inferiori o a tutto
l'organismo; difficoltà a digerire i grassi;
disposizione a tipsi o diarrea; nevralgie; accumulo
di tessuto adiposo e quindi obesità anche in
presenza di anemia e inappetenza; iperacidità
gastrica. Dal punto di vista psicologico si manifesta
con esagerata emotività, timidezza, indecisione.
Eccesso di tensione: può provocare insonnia,
rigidità degli arti e del torace; dolori alle
spalle, pesantezza al capo, infiammazione a carico delle
tonsille, aerofagia, cute giallastra. Chi soffre di
questo squilibrio spesso si sente affaticato e si mostra
irritabile e impaziente.
Questo meridiano è determinante per la distribuzione
delle sostanze nutritive all'organismo; equilibra l'energia
con l'aiuto delle secrezioni esterne (saliva, succo
gastrico, bile) e delle secrezioni interne (gli ormoni).
MERIDIANO
DEL FEGATO
Inizia sulla punta dell'alluce, risale la parte superiore
del piede e, superato il malleolo, prosegue lungo la
parte interna della gamba fino ad arrivare nella zona
del pube dove, dopo aver aggirato i genitali esterni,
entra nell'addome e sale attraversando il fegato, la
vescicola biliare, la zona costale e il polmone (dove
si collega con il meridiano corrispondente). Sale ancora
lungo la trachea, raggiunge la gola e quindi l'occhio,
in prossimità del quale si divide in due rami:
uno attraversa la fronte e raggiunge la sommità
della testa; l'altro scende nella guancia e, internamente,
segue il contorno delle labbra.
Mancanza di tensione: causa senso di vertigine, anoressia,
scarsa potenza sessuale oppure impotenza. Può
determinare disposizione alle intossicazioni, rigidità
muscolare, disturbi alla prostata. Dal punto di vista
psicologico l'ipotensione del meridiano si può
manifestare con la tendenza all'indecisione, all'insofferenza
e all'irritabilità.
Eccesso di tensione: si manifesta con cefalea, digestione
difficile, disfunzioni epatiche, emorroidi, disturbi
alla prostata, iperglicemia, infiammazione degli organi
genitali femminili, bulimia, fragilità emotiva.
Chi soffre di squilibrio per eccesso di energia si mostra
spesso ostinato, tende a esagerare; è impaziente,
impulsivo ed emotivamente fragile. Spesso inoltre si
tratta di una persona affetta da bulimia. Le sue funzioni
sono legate al deposito di sostanze nutritive e di energia
per l'attività fisica. Aumenta tutte le difese
immunitarie e disintossica il sangue.
VASO GOVERNATORE
Ha origine nella cavità pelvica e si sviluppa
in due direzioni. Un ramo scende prima fino al perineo
dove torna in superficie e raggiunge la punta del coccige.
Sale poi lungo la colonna vertebrale (i punti sono localizzati
negli spazi intervertebrali), raggiunge il capo e ridiscende
sulla fronte, passa per il naso e termina dentro la
gengiva superiore. Una sua diramazione secondaria penetra
dalla testa nel cervello. Il secondo ramo, interno,
sale fino al rene.
La mancanza o l'eccesso di tensione: si possono manifestare
con uno stato diffuso di ipersensibilità emotiva,
anoressia, cefalea, disturbi al sistema nervoso centrale,
dolori alla schiena, a carico in particolare della colonna
vertebrale, disturbi intestinali, sclerosi multipla,
paralisi.
Questo meridiano non è direttamente collegato
a un organo come tutti quelli precedenti ma, assieme
al vaso di concezione, ha la funzione di controllare
e regolare il flusso di energia che circola nel sistema
complessivo dei meridiani compensandone quindi situazioni
di carenza o di eccesso. Secondo la medicina tradizionale
cinese il vaso governatore è infatti il luogo
di riunione di tutte le energie yang dell'individuo.
Il carattere che in lingua cinese indica la parola yang
ha origine in un ideogramma che rappresentava anticamente
il lato soleggiato di un pendio. Yang infatti è
associato a concetti e qualità come l'attività,
il calore, la crescita, l'eccitazione, l'energia, l'esterno,
l'estroversione, la luce, il movimento, lo stimolo,
il vigore. Yang sono gli organi esterni come l'intestino
tenue, quello crasso, lo stomaco, la vescicola biliare,
la vescica e il triplice riscaldatore. Vaso governatore
e meridiani legati agli organi yang sono in stretta
relazione fra loro. L'equilibrio, sempre secondo la
tradizione orientale, non è altro che l'armonia
tra yin e yang, tra gli opposti che solo insieme trovano
la loro ragione di essere.
VASO
DI CONCEZIONE
Come il governatore, ha origine nella cavità
pelvica, esce in prossimità del perineo, fra
l'ano e i genitali esterni, attraversa la zona del pube
e raggiunge la mandibola passando attraverso l'addome,
il petto e la gola. Circola quindi intorno alla bocca
e in questa zona dà origine a un tratto secondario
che raggiunge la zona inferiore dell'occhio.
La mancanza o l'eccesso di tensione: si possono manifestare
con disturbi all'apparato urogenitale, infezioni alla
vescica, incontinenza, problemi gastro-intestinali,
mestruali e sessuali, gonfiori addominali, dolori allo
stomaco, ernia.
Come il meridiano precedente, non fa riferimento a un
singolo organo, ma ha la funzione di regolare la rete
di meridiani che attraversano il corpo, passando all'interno
degli organi fondamentali e risalendo sulla superfìcie.
Secondo la medicina tradizionale cinese il vaso di concezione
è luogo di riunione di tutte le energie yin dell'individuo.
Il carattere che in lingua cinese indica la parola yin
ha origine in un ideogramma che rappresentava il lato
in ombra di un pendio. Yin è associato infatti
a concetti e qualità come il basso, la diminuzione,
il freddo, l'interno, l'introversione, l'oscurità,
la passività, la ricettività, il riposo.
Yin sono tutti gli organi interni e cioè il cuore,
i polmoni, la milza, il fegato, i reni e anche il pericardio.
Il vaso di concezione dunque è in stretta relazione
con questi organi. Tuttavia yin (lo abbiamo già
detto parlando del vaso governatore), non esiste se
non associato a yang. Solo il continuo fluire di energie
yin e yang riesce a definire la vita del cosmo in generale
e dell'essere umano in particolare. Tale equilibrio
dunque è fondamentale perché consente
al corpo di risolvere in autonomia le situazioni di
disagio energetico.