Perché l'universo non è risucchiato dai
buchi neri?
La sorte ultima dell'universo
è oggetto di discussione da secoli, ma il suo
studio assunse una prima formulazione scientifica solo
dopo la scoperta della legge di gravitazione universale
da parte di Isaac Newton, nel 1687. Il quesito venne
posto così dal canonico Richard Bentley in una
lettera indirizzata allo stesso scienziato: se tutto
si attrae, come fa l'universo a non crollare su se stesso?
In realtà, noi sappiamo che due corpi celesti
attratti reciprocamente dalla gravità, possono,
dopo un primo avvicinamento, addirittura allontanarsi
indefinitamente, oppure orbitare uno attorno all'altro
senza mai cadersi addosso. Questo è, per esempio,
il caso del nostro Sistema solare. Anche ipotizzando
che ogni galassia dell'universo contenga un buco nero
massiccio al suo interno, noi osserviamo sempre che
le zone "a rischio" sono quelle centrali,
mai quelle periferiche (il Sole non rischia di cadere
nel buco nero centrale della nostra galassia). Quindi
difficilmente vedremo il nostro universo, oltretutto
in espansione, interamente fagocitato dai propri buchi
neri. C'è però chi ipotizza che l'universo
stesso sia un enorme buco nero: ma allora saremmo già
al suo interno!
Perché un liquido scaldato congela più
velocemente?
Dipende dalla concentrazione
di sali disciolti nel liquido, come dimostrato da un
gruppo di ricercatori americani. Riscaldando il recipiente
si riduce la quantità di sali in soluzione, che
precipitano sul fondo, e questo provoca un innalzamento
del punto di congelamento. Di conseguenza, la formazione
di ghiaccio avviene in minor tempo. Il fenomeno opposto
è sfruttato d'inverno per ridurre gli incidenti
stradali. Le macchine spalaneve, infatti, cospargono
le strade di sale, per abbassare il punto di congelamento
dell'acqua, evitando che l'asfalto congeli.
Perché i frutti acerbi maturano in un cesto con
le mele?
La ricetta della nonna per far maturare la frutta ha
un fondamento. Le mele appartengono alla classe dei
frutti climaterici, frutti, cioè, che al contrario
degli altri anche dopo la raccolta continuano lo scambio
di gas con l'ambiente, producendo etilene, un idrocarburo
della famiglia degli alcheni (composti organici formati
solo da carbonio e idrogeno). Questo gas funge da ormone
vegetale inducendo nel frutto le reazioni chimiche tipiche
della maturazione (produzione di zuccheri e aromi, intenerimento
della polpa) oltre alla produzione di altro etilene.
Un frutto climaterico (mela, banana, avocado, pomodoro,
kiwi, pesca o albicocca) acerbo, in presenza di etilene
(diffuso per esempio dalle mele) comincia a sua volta
a produrne intensamente, maturando in breve.
Perché
il peperoncino "brucia" e la menta è
"fredda"?
Alcune sostanze chimiche hanno la proprietà di
stimolare le reazioni nervose associate al caldo, al
freddo e al dolore. È il caso della capsaicina,
la sostanza irritante contenuta nel peperoncino: a contatto
con le mucose stimola i recettori nervosi Vrl e Vrl-1,
che normalmente si attivano a temperature tra 43°
e 52 °C, producendo sensazioni di calore più
o meno intense in base alla dose che si assume. Se ingerita
in grandi quantità, la capsaicina provoca assuefazione,
inducendo così reazioni lievi nelle persone abituate
a mangiare cibi molto piccanti. Meno chiaro è
invece il meccanismo grazie al quale il mentolo provoca
la nota sensazione di freddo. Di recente però
è stato individuato, nelle fibre nervose, un
recettore (Cmrl) che sì attiva a temperature
inferiori ai 30 °C, ed è sensibile anche
alla presenza del mentolo. In forti dosi, il mentolo
attiva reazioni nervose di bruciore simili a quelle
del peperoncino, tanto che la pianta della menta ha
l'appellativo di "piperita" (dai latino piperatus,
cioè piccante).
Perché alcune piante
sono sempreverdi?
Per un albero entrare nel periodo di riposo invernale,
perdendo le foglie, significa, tra le altre cose, ridurre
al minimo la perdita dell'acqua dovuta alla traspirazione
delle foglie stesse. Nelle foreste equatoriali o tropicali
le intense piogge e il tasso d'umidità elevato
rendono l'acqua un fattore non limitante: le piante
non devono perciò "centellinare" l'acqua
e, infatti, sono perlopiù sempreverdi. Nei climi
temperati freddi, ai contrario, poche specie sono sempreverdi
e in genere si tratta di conifere, per esempio gli abeti.
Questi alberi hanno foglie a forma di ago che sono poco
inclini alla perdita d'acqua. Anche le sempreverdi,
comunque, perdono le foglie, seppure non tutte insieme
e soprattutto con un ritmo non annuale, ma molto più
lento, che va dai due alle diverse decine di anni.
Perché
scuotendo una bottiglia di acqua frizzante si libera
il gas?
L'acqua frizzante è preparata aggiungendo anidride
carbonica sotto pressione e sigillando il contenitore.
In generale, la solubilità di un gas in un solvente
(nel nostro caso l'acqua) aumenta con l'aumentare della
pressione esterna applicata alla superficie del liquido,
o con il diminuire della temperatura. In altre parole,
più è alta la pressione (o più
bassa è la temperatura), maggiore è la
quantità di gas disciolto nell'acqua. Ecco perché,
stappando la bottìglia, il liquido inizia a "ribollire",
e le bollicine di gas scappano: l'apertura del tappo
corrisponde a una brusca riduzione di pressione alla
superficie libera del liquido stesso. La liberazione
di gas quando si agita la bottìglia è
invece dovuta sia a variazioni di pressione sìa
della temperatura della temperatura del liquido, proprio
a causa dello scuotimento.
Come
fanno gli aerei a volare?
Al momento del decollo, un Boeing 777 con 400 persone
a bordo può pesare intorno alle 240t, eppure
si alza in volo in circa 2 km a 260 km/h ed è
in grado di viaggiare per oltre 14.000 km. Il "trucco"
sta tutto nelle quattro forze in gioco in aerodinamica:
le due forze orizzontali, cioè la spinta (del
motore) e la resistenza (dell'aria) e le due forze verticali,
la portanza (anch'essa legata all'aria) e il peso (dell'aereo).
E in una legge, nota come "Principio di Bernoulli",
in base alla quale con l'aumentare della velocità
diminuisce la pressione (a parità di quota).
Cosa succede, allora per un aereo? Osservando la forma
leggermente bombata di un'ala, si può notare
che la superficie superiore è maggiore di quella
inferiore. Perciò, quando l'aereo taglia l'aria,
quella che scorre sulla superficie superiore dell'ala
è più veloce di quella che scorre sotto
la superficie inferiore. Si crea cosi' una differenza
di pressione e quindi una forza (la portanza) che spinge
dalla zona lenta a quella veloce, ovvero dal basso verso
l'alto. E l'aereo vola.
Perché
le calamite attirano solo il ferro e non altri metalli?
Un magnete, o calamita, è un oggetto capace di
attirare alcuni metalli: non solo il ferro, ma anche
il nichel e il cobalto che per questo sono definiti
metalli ferromagnetici. È tutta una questione
di elettroni. Pensiamo per un attimo alla struttura
di un atomo: intorno al nucleo orbitano un certo numero
di elettroni ruotando in direzioni casuali. Ebbene,
nei magneti esiste una direzione privilegiata che genera,
appunto, un particolare campo magnetico. Quando a questo
campo si avvicina un materiale con una particolare struttura
atomica, i ferromagnetici appunto, i suoi elettroni
iniziano a ruotare nello stesso senso del magnete finendo
così con l'esserne attratti e diventando esso
stesso capace di attrarre altri oggetti ferromagnetici.
Gli altri materiali non subiscono questo effetto a causa
della loro diversa struttura atomica.