Perché si soffre di vertigini?
Quelle scatenate dall'altezza non sono vere e proprie
vertigini: chi ne è colpito ha difficoltà
a interpretare correttamente il rischio di cadere, e
ciò causa una reazione ansiosa; meno di frequente,
si tratta di una alterazione della vista, con distorsione
della percezione dei punti di riferimento. Le vere vertigini
sono invece giramenti di testa che possono avere diverse
cause. Il sistema dì controllo della posizione
del corpo nello spazio è molto delicato, ed è
legato all'endolinfa, il liquido che si trova nell'orecchio
che, rimanendo "calmo", consente di non far
girare la testa. Quando l'endolinfa si muove, possono
comparire i fastidi. Ciò può accadere
per esempio in caso di labirintite, cioè di infiammazione
del labirinto, area dell'orecchio in cui si sviluppano
le alterazioni dell'endolinfa. Particolarmente temibile
è la sindrome di Menière, che si manifesta
con giramenti di testa, calo dell'udito, nausea e percezione
di suoni e si pensa sia legata, tra l'altro, a problemi
della rnicrocircolazione del sangue nell'orecchio. Infine,
è molto comune soffrire di vertigini in caso
di pressione bassa, o che un movimento improvviso del
capo dia luogo a "vertigini di posizione",
con crisi di breve durata.
Perché
c'è chi sviene alla vista del sangue?
Nelle persone particolarmente sensibili l'emozione negativa
scatenata dalla vista del sangue può causare
un netto calo della pressione arteriosa massima, che
scende sotto i 70 millimetri dì mercurio. Nel
corpo vi sono "rilevatori" della pressione,
come i barocettori carotidei, localizzati lungo l'arteria
che scorre nel collo e porta il sangue al cervello.
In pratica questi "centri di controllo" hanno
il compito di accertare che la pressione arteriosa sta
scendendo e, in caso ci sia una diminuzione, "avvisano"
l'apparato cardiovascolare che reagisce con una vasocostrizione
periferica e con un aumento dei battiti cardiaci. Quando
questo meccanismo non funziona a dovere, come accade
in chi non sopporta il sangue, ci può essere
un improvviso calo dell'afflusso di sangue al cervello,
con perdita di conoscenza. Il cuore, infatti, non riesce
a "superare" la forza di gravita necessaria
per spingere il sangue fino al cervello, e si può
quindi avere una temporanea carenza di ossigeno.
Come
nascono le occhiaie?
Caratterizzate da un colore più scuro della palpebra
inferiore rispetto a quella superiore dello zigomo,
le occhiaie creano un vistoso contrasto antiestetico.
Il meccanismo che più comunemente da origine
alle occhiaie è il ristagno di sangue nelle vene
immediatamente sotto la palpebra inferiore, dove la
cute è estremamente sottile, causato per esempio
da allergie (rinite o congiuntivite) o semplicemente
dalla stanchezza. Infatti, se si dorme poco o si rimane
a lungo in posizione eretta, il sangue e il liquido
linfatico possono concentrarsi nei sottili vasi dell'occhio
perché viene a mancare lo "scarico"
dei vasi stessi. Per questo stesso motivo anche difficoltà
di circolazione possono manifestarsi con la presenza
dell'area scura sotto l'occhio. In qualche caso, le
occhiaie tendono a persistere, per esempio nelle persone
che si espongono a lungo al sole e negli anziani, in
cui spesso diminuisce lo spessore della cute della palpebra
inferiore, con la conseguente comparsa dei vasi sanguigni
sottostanti.
Perché
dopo una corsa fa male la milza?
Se, mentre si sta compiendo uno sforzo, si accusa una
fitta proveniente dalla parte sinistra dell'addome,
localizzata in profondità, si dice che fa male
la milza. Il dolore è legato a una particolare
funzione della milza (un organo molto vascolarizzato
posto dietro allo stomaco) che viene messa in atto solo
in situazioni di necessità. Una persona non allenata,
per esempio, mettendosi a correre può trovarsi
ad avere bisogno di un maggiore apporto di ossigeno:
in questo caso l'organismo reagisce con una contrazione
nervosa della milza (il riflesso che provoca il dolore)
che serve a immettere nei vasi sanguigni nuovi globuli
rossi in grado dì trasportare ossigeno (anche
più di un decilitro di sangue alla volta, contenuto
nell'organo).
Perché
dopo un botta in testa si vedono le stelle?
L’unico modo che la retina dell'occhio ha di "comunicare"
con il cervello è quello di inviargli segnali
elettrici attraverso il nervo ottico. E il cervello
li interpreta come luce. Di solito, l'invio di segnali
avviene quando la retina è effettivamente colpita
dalla luce, ma può verificarsi anche in concomitanza
di altri stimoli. Quando si viene colpiti alla testa,
per esempio, si subisce un forte aumento della pressione
intraoculare, esercitata sulla retina dall'umor vitreo,
il liquido che occupa la cavità posteriore del
globo oculare. Lo stimolo inganna il cervello, facendogli
credere che abbiamo visto una qualche luce, che tradizionalmente
associamo alle "stelle". Lo stesso avviene
se esercitiamo una lieve pressione sui bulbi oculari
in una stanza buia: sembra di vedere un debole bagliore.
Come
si formano i lividi sotto pelle?
Il livido (o ecchìmosi) è l'effetto di
un versamento dì sangue all'interno dei tessuti.
Può essere spontaneo, come nell'aneurisma (la
dilatazione, fino alla rottura, di un'arteria), oppure
comparire dopo una contusione o un'aspirazione (per
esempio, a causa di un bacio "succhiato").
Se la perdita di sangue è in profondità,
possono volerci alcuni giorni prima che il livido appaia.
Passano poi da 7 a 12 giorni prima che scompaia. Il
livido attraversa una variegata gamma di colori. Le
colorazioni dipendono dalla decomposizione (detta catabolismo)
dell'emoglobina, la proteina del sangue che trasporta
l'ossigeno, a opera di enzimi. Che prima degradano l'emoglobina
in biliverdina (il livido diventa di colore verde) e
poi quest'ultima in bilirubina (la "botta"
diventa giallognola). Quando infine i globuli bianchi
rimuovono i prodotti di decadimento, il livido scompare.