“All'improvviso ne scopriamo uno in qualche parte
del corpo. Dobbiamo allarmarci?
Nella maggior parte dei casi no. Ecco perché”
Ce
ne accorgiamo all'improvviso pettinandoci, mettendo
una crema, lavandoci. Scoprire un nodulo suscita, in
genere, un po' di apprensione. Ma il più delle
volte non è il caso di allarmarsi. Quasi sempre
si tratta semplicemente di accumuli di grasso, di addensamenti
di liquido o di ghiandole ingrossate a causa di banali
infiammazioni o piccoli traumi. Come esserne certi?
A seconda delle caratteristiche di un nodulo è
possibile capire di che cosa si tratta. E sapere con
esattezza da quale specialista farlo controllare per
dormire sonni tranquilli.
Ecco, allora, qualche consiglio.
COLLO
Hai appena "scoperto" un nodulo a un lato
del collo, proprio sotto l'orecchio?
In questa posizione, in genere, non deve preoccupare:
si tratta quasi sicuramente di linfonodi ingrossati,
probabilmente a causa di una banale infezione alla gola
o ai denti. Se compare invece a metà circa della
gola, potrebbe essere dovuto a una disfunzione della
tiroide.
Un'eventualità particolarmente diffusa tra le
donne e la cui incidenza, negli ultimi anni, è
in costante crescita. La tiroide è un organo
estremamente sensibile agli sbalzi ormonali e per questo
è abbastanza frequente che, nel corso di alcune
fasi della vita femminile, come l'adolescenza, la gravidanza
e la menopausa, il suo funzionamento si alteri. Che
cosa fare se si avverte un rigonfiamento sospetto?
Innanzitutto una visita specialistica dall'endocrinologo.
Ma sarà necessario effettuare anche un'ecografia
per valutare le sue dimensioni e le caratteristiche.
Per i noduli benigni di circonferenza ridotta può
non essere necessaria alcuna terapia o può essere
sufficiente assumere per qualche periodo della tiroxina,
l'ormone tiroideo, in modo da mettere a riposo la tiroide
e tenere sotto controllo la crescita del nodulo stesso.
ASCELLE
Gli ingrossamenti che si avvertono in questa parte del
corpo, così come all'inguine, hanno la caratteristica
di essere linfonodi, cioè ghiandole che aumentano
di volume, spesso a causa di un'infiammazione, magari
provocata dall'uso di un deodorante sbagliato o da una
depilazione non corretta. In particolare, quelli che
si localizzano alle ascelle, possono essere provocati
da mastiti alle ghiandole mammarie o sudoripare. Se
fanno male e sono mobili, la loro natura con ogni probabilità
è benigna e una semplice ecografia può
confermare la diagnosi. I noduli all'inguine, invece,
possono essere causati da un'infezione agli arti inferiori,
provocata per esempio un taglio profondo, o genitale,
come l’herpes. In questo caso una terapia antibiotica
mirata risolve il problema.
TESTA
E’ la sede delle cisti più comuni, che
colpiscono più del 20 per cento delle donne.
Non bisogna allarmarsi, la gran parte sono assolutamente
benigne. Tutte tendono a ingrossare abbastanza rapidamente
e perciò devono essere asportate con una piccola
incisione, praticata ambulatoriamente in anestesia locale.
Le più diffuse sono quelle chiamate "trichilemmali",
che derivano da una porzione del bulbo pilifero. In
genere, queste formazioni provocano fastidio perché
sono molto dure e il loro accrescimento, con la conseguente
compressione dei bulbi, può determinare la perdita
permanente dei capelli soprastanti. Inoltre, in più
del 70 per cento dei casi sono multiple. Più
raramente, sulla testa possono comparire le cosiddette
cisti sebacee: si tratta di cavità che si riempiono
di cheratina (la sostanza di cui sono fatti peli e capelli)
e sebo. Sono formazioni rotonde e solide che possono
infettarsi, formando un ascesso. Anche in questi casi
è importante asportare la cisti completamente
per evitare che qualche porzione, restando sotto l'epidermide,
possa dar luogo a nuove formazioni.
MANO
A volte crescono sul dorso del polso, altre volte sull'articolazione
terminale di un dito o sul palmo della mano. Le "cisti
sinoviali" sono tumefazioni molto comuni, che compaiono
senza una causa precisa. Al tatto appaiono tondeggianti
e di consistenza elastica. Sono benigne, ma possono
essere dolorose soprattutto se la mano viene sollecitata
di continuo, per esempio con un uso prolungato del mouse
o a causa di attività sportive come il tennis.
La diagnosi non richiede esami particolari; occorre
solo valutare, eventualmente, se sono coinvolti tendini
e articolazioni con un'ecografia. Come si interviene?
Se le cisti sono piccole in genere non danno dolore
e può non essere necessario rimuoverle. Altrimenti,
si possono asportare con un intervento chirurgico in
anestesia locale. Quasi sempre è necessaria una
riabilitazione.
E
se si formano alle corde vocali?
Un uso eccessivo, continuo o sbagliato della voce può
provocare una contrazione anomala dei muscoli delle
corde vocali e, con il tempo, la nascita di cisti e
polipi. Un problema che colpisce spesso insegnanti o
cantanti non professionisti. Parlare quotidianamente
e a lungo con un tono di voce elevato, così come
cantare senza coordinare correttamente la respirazione,
sottopone i muscoli vocali a un lavoro intenso. Individuare
e risolvere tempestivamente una contrazione è
molto importante per evitare che il disturbo si aggravi.
Non appena si manifesta un calo di voce persistente,
dunque, è bene fissare una visita dallo specialista,
che con una laringoscopia può facilmente individuare
il tipo di patologia. Nella gran parte dei casi bastano
alcune sedute di logopedia, durante le quali il paziente
viene rieducato ad emettere correttamente i suoni, coordinando
respirazione e voce.
Tiroide:
visite gratuite
I noduli alla tiroide non sempre vengono avvertiti in
fase iniziale e, spesso, quando si scoprono sono già
di grosse dimensioni e quindi da levare comunque. Ecco
perché la diagnosi precoce, oltretutto, permette,
in caso di formazioni sospette ma piccole, di sottoporsi
a un nuovo intervento mininvasivo, che riduce la cicatrice
a un solo centimetro ed evita rischi per la voce.
Cisti
& co: ecco come valutarli
Noduli, cisti, ed escrescenze possono avere caratteristiche
molto diverse. Conoscerle nel dettaglio può essere
utile per orientare la diagnosi e capire quando queste
formazioni sono innocue.
Ecco allora alcuni "indicatori" ai quali pressare
attenzione.
Dolore Il nodulo può essere dolente alla palpazione
o anche spontaneamente; il dolore è un segnale
importante e quasi sempre non allarmante, perché
indice di una probabile infiammazione, che spiega da
sola la tumefazione.
Contorni Possono essere lisci o irregolari. Nel secondo
caso è opportuno un controllo medico. Consistenza
Cisti, noduli e tumefazioni possono essere morbide e
mobili oppure dure e rotonde. L'eventuale consistenza
solida merita una visita da parte del medico.
Dimensioni Tenendo sotto controllo un nodulo, ci si
può facilmente accorgere se le sue dimensioni
sono stabili o aumentano. Non sempre la crescita è
un segnale negative, ma va comunque valutato da un medico.
ADDOME
Gli ingrossamenti che si manifestano sul tronco - soprattutto
sulla schiena o sull'addome - spesso impensieriscono
proprio per la loro posizione, ma quasi sempre sono
assolutamente innocue. In alcuni casi si tratta di cisti
congenite, chiamate "dermoidi", ovvero agglomerati
di tessuto presenti fin dalla nascita. Molto più
spesso, però, sono di origine sebacea. In entrambi
i casi queste formazioni tendono a crescere nel tempo,
provocando fastidio, e per questo devono essere asportate.
Lo stesso può avvenire per quei noduli comunemente
chiamati "lipomi", tumori del tutto benigni
costituiti semplicemente da tessuto adiposo. Sono facilmente
riconoscibili perché si posizionano in profondità,
sotto il derma, e toccandoli si "muovono".
Spesso, inoltre, sono multipli. Se le loro dimensioni
rimangono stabili, se non ingrossano e non danno alcun
fastidio, in genere si tende a non toccarli, ma se aumentano
di volume è sempre consigliabile rimuoverli.
Si tratta di un intervento che può essere eseguito
in day hospital, in anestesia locale: in genere è
preceduto da un'ecografia per valutare se il lipoma
è cresciuto in aderenza alla muscolatura, come
a volte accade.
SENO
Toccandosi il seno può capitare di frequente
di avvertire la presenza di un nodulo che non si era
mai notato in precedenza. Prima della menopausa, non
è raro che si formino delle cisti, provocate
da addensamenti di liquido. C'è da preoccuparsi?
Assolutamente no. La cosiddetta "patologia fìbrocistica"
è un'alterazione benigna, molto comune, che non
comporta alcun rischio per la salute. E’ però
fondamentale arrivare a una diagnosi esatta e per questo
è necessario effettuare un'ecografia, esame che
permette di verificare che all'interno della cisti non
vi siano formazioni solide. Una volta chiarito di che
cosa si tratta, se la cisti ha un diametro inferiore
ai tre centimetri e non provoca dolore, la tendenza
attuale è quella di non intervenire in alcun
modo. Se invece la cisti è molto grossa o dolente,
e la sua presenza diventa perciò fastidiosa,
può essere aspirata con una semplice siringa
in ambulatorio. Bisogna tenere presente, però,
che il liquido tende a riformarsi e molto probabilmente
sarà necessario, con il tempo, ripetere l'aspirazione.
Diverso il caso dei "fibroadenomi", noduli
solidi tipici dell'età fertile. Anche queste
formazioni non nascondono nulla di grave e raramente
degenerano. Di fronte a un nodulo presente da tempo
e le cui dimensioni rimangono stabili si può,
dunque, stare tranquille. Quel che conta è una
diagnosi precoce e precisa. Per questo è indispensabile
effettuare comunque un'ecografia o una mammografia (sarà
lo specialista a indicare quella più opportuna)
e l'esame di un campione di cellule prelevate per mezzo
di un ago aspirato. Nel caso in cui il diametro del
nodulo superi i tre-quattro centimetri, se dà
dolore oppure provoca un'antiestetica asimmetria tra
i due seni, è possibile asportarlo con una piccola
operazione che oggi viene eseguita in anestesia locale.